domenica, 29 Marzo, 2020
Economia Editoriale

Fisco, ecco l’algoritmo scova tutto. Stop evasione, ma saremo tutti “profilati” e sospettati

Premesso che in Italia ci sono da rispettate 260 mila leggi e norme (da quelle comunali, regionali e nazionali); premesso che la pubblica amministrazione grava sui cittadini con ritardi, incertezze e costi esorbitanti; premesso che carburanti e autostrade costano sensibilmente di più di ogni altro Paese europeo; premesso che ci sono balzelli come il Bollo auto di cui da anni si discute se sia una tassa legittima o meno; premesso che norme tributarie e fiscali sono un rompicapo anche per i commercialisti; premesso infine che categorie come gli artigiani (spesso accusati di lavorare in nero) in realtà per buona parte dell’anno devono lavorare per lo Stato; messi insieme alcuni motivi per cui i cittadini sono assediati da pagamenti e tasse, dipingere costantemente gli italiani come un popolo di evasori non è sempre giusto.

Dal premier Conte “Giallo-Verde” al Conte bis “Giallo-Rosso” la musica non è cambiata, anzi il nuovo esecutivo 5s-Pd appare determinato, nel nome di un battaglia ad un “popolo di evasori”, ogni arma è buona, soprattutto ora con l’elettronica, e l’algebra degli algoritmi si può arrivare ovunque con la invasività tipica dei modelli matematici. Cosa ci riserva il prossimo futuro? Molte cose sulle quali Finanza e Agenzia delle entrate stanno lavorando con impegno, sulla carta, infatti, si attendono risultati notevoli. Dopo il semaforo verde acceso questa estate dal Garante della Privacy già sgomma sulla linea di partenza la mitica Super-Anagrafe, ossia l’Archivio dei rapporti finanziari; che ha l’obiettivo di scrutare e intercettare conti anomali, incongruenze finanziarie, movimenti di denaro sospetti. Nel mirino ci saranno tutti, la matematica tuttavia è selettiva, i primi ad essere passati sotto la lente saranno i contribuenti IVA che hanno scelto il regime forfettario, sia i nuovi (quelli che lo hanno scelto questo anno) sia i vecchi contribuenti.

La motivazione più generale che fa da sfondo alla nuova massiccia impennata di verifiche e controlli, è che in Italia ci sarebbe una evasione IVA elevata. In Europa l’evasione si attesterebbe sui 147 miliardi e in Italia – siamo i primi – sui 36 miliardi. In questi giorni rimbalzano nel dibattito politico/finanziario per la definizione della manovra economica sempre più parole tecniche prese in prestito dal mondo digitalizzato, quindi il temine chiave per il governo è ora “tracciabilità”, ogni operazione che facciamo usando sistemi elettronici, in primis carte di credito e bancomat, può essere vista e controllata.

La “scia” lasciata è eloquente, dice molte cose non solo del cittadino comune ma soprattutto delle imprese che sono un libro aperto in mano a Finanza e Agenzia delle entrate. In particolare al setaccio ora ci saranno le “false compensazioni” IVA; mentre la tracciabilità, sarà un alleato efficientissimo per scovare incongruenze e quindi i pagamenti in nero. Con la nuova l’alleanza tra fisco e tecnologia ne verrà fuori un farò puntato sul vasto mondo del sommerso e quindi se ne prevede una emersione in favore dei conti dello Stato. Su questo nuovo scenario di guerra ai contribuenti che appaiono sospetti c’è la parola d’ordine: “pagamento elettronico” che per favorirlo il Governo ha previsto, ma non ancora deciso, che per ogni pagamenti non ci saranno sovrappiù di commesse.

Nuovi strumenti quindi che entreranno in azione che si affiancheranno a quelli più recenti come la fatturazione elettronica, che avrebbe già dato “ottimi risultati” per questo 2019, sistema che sarà incentivato e ampliato. A gennaio, inoltre, decollerà l’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi – scontrini e ricevute fiscali -, e chi confida in rinvii sarà deluso, anzi si prevede anche un rafforzamento del sistema e l’estensione ad una platea dei contribuenti più ampia. Il quadro delle misure, iniziative e leggi anti evasione, infatti, sarà completato a fine anno quando si potrà avere anche con nuovi strumenti normativi, tutti i dati che il Superanagrafe dei conti correnti inizierà a sfornare. Il ruolino di marcia anti evasione prevede che dapprima l’amministrazione individuerà gli evasori totali o paratotali, poi si cercherà di scovare i contribuenti a maggior rischio di evasione. I dati della Superanagrafe verranno incrociati con l’Anagrafe tributaria, così da intercettare i presunti evasori. Infatti chi è stato “selezionato” avrà la visita dei funzionari dell’Amministrazione finanziaria e dovrà spiegare a loro il perché delle anomalie nei conti, versamenti e spese sospette. C’è un dettaglio rassicurante, ossia le verifiche saranno accurate anche per evitare i cosiddetti “falsi positivi”, ossia errori e sovrapposizioni che potrebbero indicare un contribuente infedele, mentre ha pagato le tasse e quindi in regola.

Naturalmente non sarà del tutto semplice per l’Amministrazione dello Stato mettere a punto una macchina anti evasione (forse meglio dire a “rischio” di evasione) così perfetta, infatti ci saranno casi complessi dove entrerà in gioco la tutela della privacy, e le incongruenze generate dallo stesso sistema, quindi la messa a punto richiederà, una volta avuto il sospetto di mancati versamenti, di controlli veri e propri, ossia diretti del personale dell’Agenzia. In queste ore si fa strada strada anche un nuovo progetto: “l’evasometro con anonimizzazione”, ossia un algoritmo che cercherà di intercettare i dati dei consumi, delle fatture, dei movimenti bancari, con la “profilazione” delle persone che per ora sarà anonima. In un futuro se sarà abbattuta anche questa ultima barriera allora non ci sarà nessuna privacy nei consumi, nelle spese, e come si vorrà usare il proprio denaro. Infine, c’è forse da essere forse soddisfatti da tutto questo, ma nel contempo anche lo Stato potrebbe mettere mano ai suoi sprechi, ai ritardi, alle assurde incongruenze che sono poi davvero un fiume di denaro sperperato a danno dei cittadini, soprattutto di quelli che le tasse le pagano.

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