mercoledì, 29 Giugno, 2022
Cultura

Iusartelibri ’21: vince Emanuele Gagliardi. Incentivi per l’acquisto del noir italiano

Lunedì 8 novembre, La Discussione è stata invitata all’hotel Crowne Plaza Rome St Peter’s a partecipare alla cerimonia di proclamazione e consegna dei premi “IusArteLibri”, istituiti nel 2010 dall’associazione Iusgustando.

L’associazione, nata nel 2000 per iniziativa privata, promuove lo sviluppo della cultura, in più campi declinata, attraverso la quale intende creare ponti, al di fuori delle sedi istituzionali, tra i giuristi, professionisti ed intellettuali che vi aderiscono e l’intera popolazione.

L’avvocato Antonella Sotira, nata nella sua Calabria, quella del Sud, la Locride, la dirige con la caratteristica determinazione dei suoi conterranei, svolgendo al contempo altri importanti compiti, professionali e personali. A conclusione della serata, fitta di eventi da lei accompagnati con simpatia e maestria sul palco ed in sala, le chiediamo se ha l’invidiabile e raro dono di moltiplicare all’infinito le ore della sua giornata; “passione”, ci risponde allo stesso tempo con la voce e gli occhi brillanti. Ed è tutto (per lei).

Anna La Rosa, direttore editoriale de “La Discussione”

L’iniziativa IUsArteLibri è patrocinata dai Comuni di Roccella Jonica e Pontremoli, dalla scuola per le professioni legali Federico II, dalle Camere Penali di Roma (civile e militare), dal Festival della Letteratura Italiana a Bordeaux “Le Printemps Italienne”; le preferenze per l’attribuzione dei premi sono raccolte attraverso tre collegi di elettori fissi (Roma, Roccella Jonica e Pontremoli) ai quali si uniscono partecipanti a salotti ed incontri.

Nella miglior tradizione dei premi letterari, tre i finalisti dell’edizione miglior romanzo 2021: Elfriede Gaeng, “Sidera Addere Caelo”; Paolo Biondi, “Giulia. Potere, poesia, passione”, ed il vincitore, Emanuele Gagliardi “Una mente violenta”.

Emanuele Gagliardi nasce e vive a Roma, città di cui è indivisibile parte e molto ama nonché scenografia di tutti i suoi libri; la sua penna ivi ambienta le sue trame noir con i flash di continui scatti fotografici che colgono l’aria e l’anima dell’antica capitale. Non a caso la fotografia con “apparecchi rigorosamente a pellicola” è uno dei suoi hobby. Roma è una scelta precisa: Emanuele lavora per la Rai ed è un esperto di politica internazionale e storia contemporanea dell’Estremo Oriente; la passione per la storia (e la storiografia) ed il rigore con la quale la applica nei suoi libri, documentandosi su fonti dell’epoca, nasce ai tempi scolastici, complice un grande professore, Renzo De Felice.

Ad essa si accompagna la sua attenzione e preoccupazione per il sociale, che esplode attraverso la caratterizzazione dei suoi personaggi, che vivono in quegli anni ’70, che, sin dalla sua adolescenza, connotano tutta la vita dell’autore che li definisce “un enorme bacino ancora da esplorare, pieno di fermento ed epoca di transizione” (si intende, dalle sue parole, condivisibili, ancora non conclusa). Ancora una volta non è dunque un caso se le prime stesure dei suoi romanzi sono scritte con una Olivetti M40 del 1941.

Così il disagio mentale di Paola D’Ilari ci parla delle vittime della solitudine e dell’indifferenza; il cinismo di Franco Bonanni dei loro cinici approfittatori; la logica, l’umanità e la quiete interiore del commissario Umberto Soccodato di quella preparazione di base e di quei valori dei quali un uomo che vuole definirsi tale non può fare a meno. La insopportabile violenza degli eventi terroristici e le lievi parole delle canzoni di quegli anni contestualizzano trama narrativa e personaggi.

Insomma, un bel libro, denso di storia e cultura e di facile lettura. Dunque: grazie a IusArteLibri per la scoperta di uno scrittore italiano di noir che durante la lettura ci ricorda, seppur con diverso e più semplice linguaggio le architetture di Carlo Emilio Gadda; grazie alla caparbietà di Emanuele che scrive romanzi da dieci anni e pur destinatario di diversi premi e riconoscimenti deve ricercare ogni volta case editrici non essendo (ancora) noto al grande pubblico e che si sovvenziona con il suo lavoro e non si lamenta.

E ancora dunque: vorrebbe infine il nostro Ministro per la Cultura trovare fondi per incentivare l’acquisto dei libri di scrittori italiani di noir? Genere molto diffuso e apprezzato dal grande pubblico, anche italiano, che compra però in prevalenza i libri degli scrittori stranieri. Pensiamoci.

Nella foto di apertura da sinistra: Antonella Sotira, Tommaso Marvasi, Emanuele Gagliardi ed Elena Ruo

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