sabato, 24 Luglio, 2021
Società

In campania nel 2018 in 2 mila assistite nei Centri antiviolenza”

“Più di 2mila donne si sono rivolte ai Centri antiviolenza della Campania nel 2018, tra cui 39 minori. Circa 400 avevano già una frequentazione medica della violenza subita, altre 261 hanno una refertazione psicologica. Purtroppo i casi di violenza sulle donne che abbiamo nella nostra regione sono tanti. Non solo di femminicidio, ma anche di donne che hanno subito violenze, non solo fisiche, ma anche psicologiche.

È importante sostenerle non solo con un sostegno psicologico e legale, ma anche economico”. Lo ha dichiarato l’assessore alla formazione e pari opportunità della regione Campania, CHiara Marciani, a margine del convegno sulla violenza contro le donne “Io ci sono – La testimonianza di Lucia Annibali e l’eredità di Anna Costanza Baldry”, presso Palazzo Santa Lucia a Napoli, organizzato da Fondazione Polis. Presenti il governatore Vincenzo De Luca, i parlamentari Pd Lucia Annibali, Paolo Siani e Valeria Valente, don Tonino Palmese di Fondazione Polis. “A luglio – annuncia Marciani – partiranno i corsi di formazione per le strutture sanitarie e con la nostra scuola di polizia locale la formazione per le forze dell’ordine.

La regione ha messo in campo tante iniziative di supporto alle vittime di violenza, tra queste Svolte, un progetto da 3 milioni di euro che permette alle donne di portare avanti dei tirocini di un anno pagati dalla regione per diventare autonome dal punto di vista economico”.

“Poi abbiamo una serie di attività di prevenzione che facciamo nelle scuole grazie ai circa 40 centri antiviolenza che cercano di sensibilizzare i nostri ragazzi sull’importanza di dire no alla violenza

. Oggi vogliamo ricordare il lavoro di Anna Costanza Baldry, ci sono tanti orfani o figli che assistono alle violenze sulle madri ed è importante che l’intervento non sia solo per le donne ma anche per i figli. Poi serve un’attività di prevenzione.

Il libro di Lucia Annibali vuole essere uno sprone per tanti ragazzi che possono sentire la sua esperienza”. “Il fenomeno della violenza sulle donne purtroppo non si ferma – spiega la parlamentare Lucia Annibali – È stiamo assistendo a casi quotidiani: anche quest’anno e’ stato purtroppo ricco in questo senso e si trovano sempre modalità fantasiose per fare del male, come il marito che ha tagliato le vene alla moglie. È importante parlarne, perché significa parlare della società del nostro paese. La violenza si annida nelle disparità tra uomo e donna.

È un fenomeno che ha radici culturali e su questo noi dobbiamo andare a lavorare e scardinare gli stereotipi che sono alla base di questo tema”.

“Cosa bisogna fare dal punto di vista legislativo? Sono stati fatti molti passi avanti nella legislazione in questi anni. Ultimamente un ramo del parlamento ha approvato il cosiddetto codice rosso che dal nostro punto di vista diverse criticità e rischia di restare una lettera morta senza tra l’altro delle risorse – continua – Bisogna essere capaci di avere una visione di insieme complessiva, perché servono politiche economiche, sociali, educative, non solo giudiziarie. Anche preventive: è molto importante il lavoro con le scuole per sensibilizzare i ragazzi.

La violenza non è un’emergenza sociale, ma un fenomeno strutturale della società. Bisogna costruire una società più paritaria. Alle donne che subiscono violenza faccio un appello a denunciare, chiedere aiuto, aprirsi e non sentirsi in colpa o responsabili di quello che accade loro. Aver cura anche dei loro figli”.

“Il nostro impianto normativo è migliorabile, ma abbastanza sufficiente – afferma la senatrice Valeria Valente, presidente della commissione di inchiesta sul femminicidio – Nel codice rosso ci sono importanti passi avanti.

La castrazione chimica non è una risposta, serve a puntare alla pancia. Ma bisogna aggredire alla radice la mentalità. Purtroppo i numeri delle violenze restano alti, non riusciamo a far calare la violenza che diventa più aggressiva. Ma cresce la consapevolezza e si denuncia di più.

Il fenomeno della violenza maschile sulle donne non è privato, ma pubblico. Anche se avviene in maggioranza tra mura domestiche e di coppia, investe la sfera pubblica e politica. Non è legato alla schizofrenia di un uomo”. “Il tema è attuale – aggiunge don Tonino Palmese – come fondazione noi ci siamo resi conto che dovevamo occuparci anche di tante altre vittime, non solo quelle di mafia che sono tante.

La cultura della sopraffazione purtroppo è molto diffusa. In Campania stiamo registrando un’attenzione non da poco sulla violenza sulle donne”.

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