martedì, 28 Giugno, 2022
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Coldiretti: 100 mila lavoratori senza green pass. Agricoltura a rischio blocco. Flessibilità

Su 400mila lavoratori impegnati nelle campagne il 25% non è ancora vaccinato per un totale di circa 100mila persone. A porre in evidenza i numeri e il rischio di blocco della raccolta di uva, mele è tra pochi giorni delle olive è la Coldiretti. In 100 mila quindi dal 15 ottobre con l’entrata in vigore del Green Pass obbligatorio e con le relative sanzioni per l’agricoltura – ma anche per molti altri settori come i trasporti – ci saranno problemi seri.

Controlli difficili “Per non lasciare marcire le produzioni sugli alberi è importante intervenire per facilitare l’accesso al lavoro di quanti sono in regola” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’attività agricola è legata ai cicli stagionali delle coltivazioni e non può essere fermata”. Per i controlli ho sono anche esigenze tecniche che all’aperto non possono essere soddisfatte.

“In primo luogo la semplificazione e la velocizzazione delle operazioni di controllo”, prosegue Prandini, “aiuta le aziende agricole che essendo all’aperto non possono contare sui tornelli per la verifica all’ingresso dei lavoratori e in questo contesto è importante rendere disponibili alle aziende celermente i dati di chi è in regola con il green pass”.

Proposte urgenti Per garantire l’adeguata copertura degli organici necessari a salvare i raccolti per la Coldiretti è necessario agire subito. “È urgente’ introdurre strumenti flessibili, concordati con i sindacati, che consentano a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter collaborare temporaneamente alle attività nei campi ma”, continua Prandini, “c’è la necessità di prorogare i permessi di soggiorno ai lavoratori stagionali extracomunitari già presenti in Italia e di pubblicare il decreto flussi 2021. Una esigenza per salvare il reddito delle imprese ma anche continuare a garantire gli approvvigionamenti alimentari alla popolazione in un momento in cui con la pandemia si è aperto uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti, speculazioni e rincari dei prezzi che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali per garantire l’alimentazione delle popolazione”.

Pochi contagi nei campi Da inizio pandemia, ricorda la Coldiretti nelle campagne di è registrato appena lo 0,3% degli infortuni da Covid 19 che hanno interessato l’agricoltura. “È il settore”, sottolinea la Coldiretti, “il più sicuro grazie all’attività all’aperto e alla possibilità di mantenere le distanze anti contagio. Infatti i dati Inail sulle denunce complessive di infortunio da Covid al 31 agosto 2021 evidenziano”, conclude la Confederazione “come la percentuale più bassa di contagi tra le diverse attività si sia verificata proprio in agricoltura”.

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