giovedì, 3 Dicembre, 2020
Economia

Flax tax per le partite Iva: come andrà a finire?

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Il vecchio Governo “gialloverde” ha introdotto un sistema di flax tax per le Partite Iva che prevede per le stesse che hanno un fatturato entro i 65 mila euro l’applicazione di un’imposta sostitutiva “piatta” del 15% o del 5% per chi avvia una nuova attività.

Questo sistema fiscale ha prodotto un incremento di partite Iva che hanno aderito al sistema forfettario di tassa “piatta” .Infatti, nel secondo trimestre del 2019 sono state aperte 136.323 nuove partite Iva; di queste 66.126 hanno aderito al regime forfettario, pari al 48,5% del totale delle nuove aperture.

Inoltre, coloro che hanno optato per il nuovo regime forfettario sono esentati dall’obbligo di fatturazione elettronica.

Oggi sono circa 2 milioni le partite Iva che hanno aderito al sistema della flax tax in Italia ed è importante riflettere sul divario che si è creato tra i lavoratori dipendenti e pensionati che hanno redditi sino a 65 mila euro: questi ultimi partono da un’aliquota del 23% sino ad arrivare al 41%.

Il nuovo Governo Conte 2 dovrà decidere se completare il percorso sulla fase 2 della flax tax per le partite Iva, così come prevista dalla manovra di bilancio “gialloverde” dello scorso anno che prevedeva, a partire dal 1 Gennaio 2020, per le partite Iva con fatturato compreso tra 65 mila e 100 mila euro, una tassazione “secca” al 20%.

Bruxelles ancora ad oggi non ha approvato la fase 2 della flax tax, ma il neo Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri sembra poco incline a portare avanti questa proposta fiscale. Da un’attenta rilettura della relazione tecnica della legge di bilancio dello scorso anno infatti, emerge che l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 20% di Irpef e dell’Irap sul reddito analitico per le partite Iva con ricavi o compensi compresi tra 65.001 e 100 mila euro, prevede una perdita di gettito nel 2020 di 109 milioni che diventano 1,131 miliardi nel 2021 e altri 857 milioni dal 2022.

In considerazione di ciò, si potrebbe creare un piccolo tesoretto da impiegare in manovre finanziarie che sostengano la crescita e incentivino l’occupazione.

È auspicabile che il nuovo Governo Conte 2 inserisca nella nuova Legge di Bilancio, una norma che incentivi gli sgravi contributivi per le aziende sulle assunzioni e armonizzi il sistema di tassazione fiscale tra partite Iva e lavoratori dipendenti.

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