martedì, 18 Gennaio, 2022
Economia

Bonus 110%. Ance: serve proroga. Preoccupazioni per materie prime e rialzi

Crescita dirompente dei prezzi, materie prime che oltre ai rincari rischiano di essere consegnate con ritardi. Così i lavori del super bonus 110% rischiano di subire più di uno scossone, malgrado ogni tipo di semplificazione che il Governo ha attuato. Per molte imprese e cantieri c’è una situazione di forte preoccupazione per la crescita galoppante dei prezzi delle materie prime. Per l’Associazione nazionale dei costruttori edili serve che il Governo dia una proroga in modo da “armonizzare” tempi e costi.

 

I rilievi dell’Ance

Le ultime notizie dei costi elaborati dall’associazione nazionale degli edili parlano chiaro paragonando la situazione tra 2020 e 2021 emerge che i rincari sono stati enormi con punte che toccano il 243% per l’acciaio tondo per cemento armato, +128% per il polietilene, +38,6% per il rame, +73,8% per il Pvc, +76,1% per il legno di conifere, +25,2% per il bitume. Balzi che vanno a mettere in serie difficoltà le imprese e tutta la filiera dei professionisti legati all’edilizia, budget e tariffe dovranno essere rivisti con dei rincari. “Ci sono materiali che già oggi vengono consegnati a gennaio del prossimo anno, come gli isolanti”, commenta Gabriele Buia, presidente Ance, “ma c’è grande tensione anche sui ponteggi. I problemi, poi, riguardano molti altri materiali. Questo mette il 110% a rischio, perché ci sono delle Regioni che stanno adeguando i prezzari e altre che sono indietro. La preoccupazione”, conclude il presidente dell’Ance, “delle nostre associazioni territoriali è che le Regioni diano alle imprese subito la possibilità di utilizzare prezzari aggiornati”.

 

Forte preoccupazione

Le difficoltà ci sono per tutti , in particolare per chi ha già realizzato preventivi e avviato le pratiche. I margini di guadagno saranno travolti delle spese aggiuntive e nel contempo non è certo nemmeno che i lavori possano iniziare nelle scadenze pattuite dal momento che le stesse materie prime scarseggiano. In più i listini prezzi non permettono proprio in rispetto delle norme legate al superbonus 110% di avere variazioni tali da uscire fuori dai “prezzi” stabiliti. Nella filosofia del Bonus infatti ci sono indicazioni costanti sulla congruità dei prezzi e delle spese, proprio perché ogni percorso deve essere monitorato in quanto ci sono sostegni economici statali che rendono possibile l’intervento a prezzi convenienti.

 

Listìni e congruità dei prezzi

È bene ricordare che ci sono percorsi stabiliti: “la pratica di superbonus”, spiegano i tecnici, “deve essere accompagnata da un’asseverazione sulla congruità dei prezzi unitari, attraverso la quale un tecnico attesta che siano rispettati i costi massimi per tipologia di intervento, agganciati ai prezzari regionali o, in alternativa, al prezzario edito dalla Dei, tipografia del Genio civile: una norma che nasce come un meccanismo di tutela per evitare abusi nell’utilizzo di uno sconto fiscale parecchio conveniente”.

 

Serve una proroga

Il rincaro dei prezzi così danneggia seriamente i preventivi dei lavori già effettuati o quelli da iniziare. Per l’Ance “c’è necessità di avere una proroga del 110% con le stesse regole attuali, senza modifiche”.

Sponsor

Articoli correlati

Ammortizzatori sociali. Nuovi benefici per partite Iva e autonomi. Tutele per PMI

Giulia Catone

Confagricoltura: stop alla deforestazione. Giansanti: impegno Ue per l’ambiente

Francesco Gentile

Accordo governo, sindacati e imprese. Nuovo Piano di tutele. Ammortizzatori e cassa integrazione per bloccare i licenziamenti

Giulia Catone

Lascia un commento