sabato, 23 Ottobre, 2021
Attualità

Gino Strada, gli ultimi contano

«Ignorare la sofferenza di un uomo è sempre un atto di violenza, e tra i più vigliacchi». È l’eredità più importante di Gino Strada, il fondatore di Emergency appena scomparso all’età di 73 anni.

Luigi Strada, detto Gino, è stato un medico, attivista e filantropo italiano, che ha dedicato la vita all’ONG umanitaria per la riabilitazione delle vittime della guerra e delle mine antiuomo. Da lui “abbiamo imparato a metterci tutti dalla parte degli ultimi della terra con il coraggio di denunciare le cause della povertà, in particolare quelle provocate dalle guerre” scrive in un tweet la Caritas ambrosiana.

 

La vita

Nato a Sesto San Giovanni il 21 aprile 1948, dopo l’università in Medicina si specializza in Chirurgia d’urgenza e costruisce una lunga carriera all’insegna della solidarietà. Negli anni ’80 vive per quattro anni negli Stati Uniti, dove si occupa di chirurgia dei trapianti di cuore presso l’Università di Stanford e di Pittsburgh. Si trasferisce in Inghilterra e poi in Sud Africa, dove completa la formazione nell’ospedale del primo trapianto di cuore di Christiaan Banard. Dal 1988 si voca alla chirurgia traumatologica e la cura delle vittime di guerra. Fino al 1994 collabora con la Croce Rossa Internazionale di Ginevra e scrive diversi libri come “Diario di un chirurgo di guerra”, “Buskashì, viaggio dentro la guerra” o “Zona rossa”. È stato insignito di numerosi premi e riconoscimenti, come il Right Livelihood Award, unico italiano ad averlo ottenuto. Conobbe la moglie Teresa Sarti in uno dei gruppi di volontariato cattolico e dalla loro unione nasce Cecilia (1979), che subentra alla presidenza di Emergency alla morte della madre nel 2009 fino al 2017.

 

“Idee che fanno bene”. L’esperienza di Emergency

Nel 1994 l’esperienza maturata negli anni con la Croce Rossa spinge il medico, insieme alla moglie e alcuni colleghi, a fondare Emergency per portare cure medico-chirurgiche gratuite alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. Il primo progetto di Emergency è in Ruanda durante il genocidio, poi in Cambogia. Nel 1998 parte per l’Afghanistan, dove apre un Centro chirurgico per vittime di guerra nella Valle del Panshir. Dal 2005 inizia a lavorare per l’apertura del Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan, il primo totalmente gratuito in Africa. Nel 2014 si reca in Sierra Leone per l’emergenza Ebola. Complessivamente la fondazione ha assistito oltre 11 milioni di pazienti nel mondo. Nel 2020, Gino Strada ha organizzato un evento online intitolato “Idee che fanno bene”. L’intento è riflettere sull’importanza del sistema sanitario in un momento di emergenza sanitaria come quella per il Covid-19. Medici, filosofi, attori, giornalisti, scrittori, comici si sono riuniti per discutere della importanza di una sanità universale, pubblica, gratuita, integrata e un nuovo modello di assistenza antropocentrica, particolarmente orientata verso coloro che ne hanno maggiormente bisogno. “Ha trascorso la sua vita sempre dalla parte degli ultimi – scrive con tristezza Mario Draghi –  operando con professionalità, coraggio e umanità nelle zone più difficili del mondo. L’associazione “Emergency”, rappresenta il suo lascito morale e professionale”.

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