sabato, 27 Novembre, 2021
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Green Pass. Confesercenti: Non tocca a noi fare i controlli, imprese in difficoltà

Esercizi pubblici in bilico tra incertezze e timori di nuove restrizioni e blocchi. A porre una serie di quesisti, che per ora sono senza risposte, è la Confesercenti. “Speravamo fosse l’estate del rilancio, ma l’incertezza generata dalla quarta ondata”, commenta la Confederazione, “rischia di spegnere la ripartenza di pubblici esercizi e attività turistiche alle porte del picco della stagione”.

Agire con prudenza

Per la Confesercenti l’Italia dei pubblici esercizi è ad un bivio per questo il Governo deve evitare scelte improvvisate. “In considerazione della fase delicata, chiediamo al governo di agire con prudenza e valutare gli effetti del green pass sulle imprese”, sottolinea la Confesercenti, “escludendo comunque dall’obbligo i piccoli locali con pochi coperti e le attività della zona bianca che già avevano riaperto”.

No alle chiusure

Sui blocchi la Confederazione rilancia il suo no.
“Un’estensione dell’obbligo a tutta Italia”, prosegue la nota, “a prescindere dai colori delle zone e dall’effettivo rischio di assembramento dei locali, avrebbe un impatto rilevante sui fatturati delle imprese”.

Controlli? Non spetta a noi

“Ma anche sul clima di fiducia: in primo luogo per i bar, che potrebbero doversi trovare a richiedere il green pass anche per un caffè e che dovranno dedicare un lavoratore al controllo dei certificati. Anche nel caso dei ristoranti, bisognerebbe prevedere l’obbligo, se proprio necessario, solo per servizi al chiuso con un numero di coperti importante, tale da creare effettivamente un rischio”.

I dubbi sul Green Pass

“Il green pass, con le incertezze che accompagnano questa fase”, osserva la Confesercenti, “sta condizionando anche il turismo endogeno, ed il fatto che entrerebbe in vigore proprio in agosto, mese top per il turismo in Italia, non è certamente un bel regalo per il settore. La sola ipotesi sta già creando incertezza tra consumatori e turisti, in primis tra le 6,3 milioni di famiglie italiane con minori. Si tratta di oltre 18 milioni di persone, che si chiedono se, come e a quali costi – per un tampone ci vogliono almeno 25 euro, e probabilmente dovrà essere ripetuto a brevi intervalli – sarà possibile ottenere la certificazione vaccinale per i propri figli”.

Troppe rigidità

“Condividiamo la necessità di favorire una maggiore copertura vaccinale, ma bisogna evitare di scaricare la responsabilità sulle imprese”, fa sapere ma Confederazione, “e di assestare un nuovo colpo a settori economici già messi in grave difficoltà dalle prime tre ondate pandemiche. Un colpo che oltretutto potrebbe andare a vuoto, se la disponibilità di vaccini fosse insufficiente a far fronte all’aumento di richieste che sicuramente seguirebbe l’introduzione del green pass”.

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