sabato, 18 Settembre, 2021
Manica Larga

Anche l’oracolo della Brexit ammette: è stata una follia

Toh, Dominic Cummings dice che chi ha votato per uscire dall’Unione Europea ha qualche rotella fuori posto. Svalvolati, insomma. L’avevamo sospettato. Beninteso, lui con la Brexit è d’accordo – e ognuno è libero di attribuirsi la patente che preferisce – fatto sta che, durante la sua ultima intervista alla BBC a inizio settimana, lo stratega del referendum che ha avuto il merito di mortificare nel più profondo l’anima di un popolo cosmopolita, aperto e plurale, ma in difficoltà, ha affondato ancora una volta la lama in una ferita apertissima, senza mostrare cenno di pentimento alcuno.

Oltre alla solita e ormai retorica domanda del perché parlare proprio ora, (e a questo punto, ah non saperlo…), l’ex braccio destro che tramava per defenestrare Johnson, a suo dire incapace di gestire la nazione vista la totale assenza di un piano di lungo periodo, ha deciso di giocarsi questa ennesima carta simpatia per farsi nuovi amici in un momento storico dove anche calcisticamente l’Inghilterra ha mostrato che il fair play vale solo per l’avversario, meglio se questi sta dalla parte del perdente, che non può coincidere con la loro. Perché è quella parte, complice forse un tasso alcolemico allegro, a pensare di avercelo duro, parafrasando un passato remoto politico in fondo mai passato del tutto.

Infatti, anch’egli non ha minimamente idea di cosa accadrà una volta che la polvere della pandemia si sarà posata al suolo e di quali saranno i risvolti di una scelta che egli ammette essere stata scellerata, pur non rinnegandola. Tuttavia, l’importante adesso è continuare a surriscaldare l’atmosfera cercando di estremizzare le posizioni, ammette. Insomma, se Boris non ha un piano, senti chi parla.

Ci sono molte lezioni da questa storia che non finisce di finire e che mai finirà. E sono lezioni che vanno oltre i rimandi alle tragedie shakespeariane dei commentatori d’Oltremanica di questi giorni. Si tratta di quel problema etico posto dal “live to fight another day” come si usa dire da queste parti, ovvero sopravvivi per combattere un altro giorno, che può starci: ma non se non solo sei uno dei pilastri dell’Unione, ma anche un leader indiscusso a livello planetario.

Allora perché ridursi così? Non siamo ingenui e la domanda è retorica, comandare è meglio che fottere avvertiva qualcuno, ed è proprio qui che sta il nocciolo di una questione che oggi ha molti figli smarriti e qualche padre ignobile.

“Adesso chiudete gli occhi. Trattenete il respiro. Pensate alla Gran Bretagna. Pensate al resto dell’Europa. Pensate al futuro. Pensate al desiderio dei vostri figli e dei vostri nipoti di vivere e lavorare in altri paesi europei, di vendere lì le vostre merci, di fare amicizie o di trovare lì il vostro partner”. Così scriveva Boris Johnson in un articolo mai pubblicato per perorare la causa del Remain, prima che tutto prendesse un’altra piega. Il resto è storia, in attesa che l’oracolo parli di nuovo.

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