lunedì, 6 Dicembre, 2021
Esteri

Sud Sudan, la Caritas contro fame, violenze e ondate migratorie

Per la maggior parte di cittadini suono luoghi distanti, sui quali ci si sofferma solo per le notizie di cronaca, per la Caritas un impegno fatto di pazienza, coraggio e spiritualità.

Dieci anni fa, ossia dal luglio 2011, il Sudan si divideva e nasceva la Repubblica del Sud Sudan.

Un’indipendenza sfociata in cinque anni di guerra civile sino all’avvio di un processo di pace che nell’ultimo anno e mezzo ha fatto deboli passi avanti. “La situazione umanitaria resta critica”, scrive la Caritas, “con 8,3 milioni di persone in stato di bisogno; 1,4 milioni di bambini malnutriti; 1,62 milioni di sfollati e un significativo aumento di rifugiati e richiedenti asilo, pari a 2,3 milioni”. Povertà, insicurezza alimentare, cambiamento climatico, conflitti e violenze mai sopite, alimentano una crisi complessa e dimenticata e spingono sempre più persone alla fuga in cerca di sicurezza e protezione.

Generazioni erranti Per approfondire la situazione del Paese, Caritas Italiana pubblica on line il Dossier “Generazioni erranti. Un popolo ancora in fuga da fame e violenze”. Il Sud Sudan è il primo Paese africano per numero di profughi, quasi tutti accolti nei Paesi confinanti. Il dossier vuole raccontare questo esodo, presentando storie e sistemi di accoglienza in una regione travagliata. “Caritas Italiana”, ricorda il sodalizio, “ha un impegno trentennale nella regione a sostegno delle fasce più vulnerabili e dei milioni di sfollati interni e rifugiati in altri Paesi, in appoggio alla Chiesa locale e in coordinamento con la rete internazionale Caritas.

Prima in Sudan, in particolare in Darfur, nella regione dei Monti Nuba e in altre aree, poi anche in Sud Sudan dove sin dalla nascita della Caritas nazionale, dopo l’indipendenza, ha supportato il processo di formazione del personale e di rafforzamento istituzionale nonché alcuni progetti di formazione sanitaria e di sviluppo agricolo”. Dopo lo scoppio della guerra civile, l’impegno si è concentrato nell’aiuto umanitario a profughi e sfollati, principalmente in ambito sanitario, alimentare-nutrizionale, educativo e di peacebuilding. Le diocesi nel Sudan Dal 2016 ad oggi, l’impegno si è intensificato grazie ai molteplici contributi della Conferenza
Episcopale Italiana con fondi dell’8×1000 alla Chiesa Cattolica.

“Attualmente e per i prossimi anni”, assicura la Caritas, “l’impegno più importante è il sostegno al piano triennale di Caritas Sud Sudan nelle sette diocesi del Paese. L’obiettivo principale è di contribuire alla
ricostruzione e al ripristino di condizioni di dignità di sfollati, comunità vulnerabili e dei profughi rientrati nel Paese”.

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