domenica, 26 Settembre, 2021
Economia

Fisco, la riforma non piace ai sindacati: non c’è lotta all’evasione, pagano lavoratori e pensionati

La Riforma del fisco, così come è stata presentata dalla Commissione finanza del Senato per i sindacati è irricevibile. Una pesante contestazione di merito che non lascia spazio a mediazioni. Nel merito i dirigenti sindacali Gianna Fracassi, Vice Segretaria generale CGIL, Giulio Romani, Segretario Confederale CISL e Domenico Proietti, Segretario Confederale UIL, sottolineano che la riforma dell’Irpef “non affronta in maniera efficace il tema della lotta all’evasione fiscale che vede l’Italia maglia nera in Europa”.
EVASIONE IMPUNITA
Per gli esponenti sindacati non c’è nel documento traccia di una svolta nella lotta all’evasione fiscale elemento che per loro, invece, “è propedeutica ad ogni ipotesi di riforma dell’Irpef e dell’intero sistema tributario”. Si percorrono le stesse strade del
passato, facendo pagare le tasse a lavoratori e pensionati, ed evitando di stringere sui grandi evasori . Delusione per il  mancato taglio di tasse per gli strati medio bassi dei contribuenti.
MENO TASSE AI LAVORATORI
Nel loro giudizio negativo i sindacati evitano di portare la polemica fin dentro il Governo e verso il premier Draghi, per ora il loro diniego è rivolto alla Commissione Finanze del Senato ma le critiche abbondano.
“La riforma fiscale”, sottolineano i dirigenti di Cgil, Cisl e Uil, “deve avere come primo obiettivo il taglio delle tasse ai lavoratori dipendenti e pensionati che sono i soggetti a più alta fedeltà fiscale”. La riforma dell’Irpef per Cgil, Cisl e Uil deve essere fondata su un ampliamento della base imponibile e sulla strutturazione di un’imposta pienamente progressiva dai redditi più bassi ai più elevati.Troppe disuguaglianze L’obiettivo è ridurre le troppe e insopportabili disuguaglianze che pongono ormai 12 milioni di italiani sulla soglia della povertà.
“La leva fiscale, insieme alle politiche sociali ed economiche”, sottolineano i sindacalisti, “deve essere utilizzata anche per colmare le diseguaglianze di ricchezza che hanno raggiunto dimensioni preoccupanti nel nostro Paese.
Nel merito Gianna Fracassi, Giulio Romani, e Domenico Proietti, rilanciano le loro proposte come la trasformazione degli “strumenti tributari locali deve avvenire in invarianza di gettito”. In più sottolineano la loro contrarietà all’abolizione dell’Irap. “Sarebbe un errore gravissimo portare la tassazione delle rendite finanziarie al di sotto del 26% come sembra trasparire dal Documento”.
INCONTRARE DRAGHI
Per Cgil, Cisl e Uil la riforma fiscale deve avere un riferimento europeo ed internazionale. A riguardo, “il Governo deve sviluppare un’azione per arrivare ad una vera e propria Unione fiscale europea”. Sull’insieme di questi temi Cgil, Cisl e Uil chiedono al Presidente Draghi di aprire un Tavolo di discussione su un tema che è decisivo per la ricostruzione economica, sociale e civile del Paese.
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