lunedì, 15 Luglio, 2024
Manica Larga

“C’era una volta il 2050”

Affacciandosi da un balcone, annunciò di aver abolito la povertà. Alla prova dei fatti, abbiamo dovuto prendere atto che costuire futuro somiglia più a una maratona collettiva che a uno sprint personale.

Chi questo lo sa bene sono gli innovatori sociali, gli unici, per esempio, a mantenere ancora viva l’attenzione sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, come suggerisce un recente articolo del World Economic Forum.

 

COLLABORARE METTENDO LE PERSONE AL CENTRO

Il motivo alla base di questo successo è molto semplice. Gli innovatori sociali hanno sfruttato la piattaforma collaborativa rappresentata dagli obiettivi di sviluppo sostenibile per quello che è, ovvero un’opportunità di lavorare insieme a comunità, governi, finanziatori, ovvero insieme alle parti che ne avrebbero potuto ostacolare il percorso.

Infatti, facendo di necessità virtù, gli imprenditori sociali hanno saputo cogliere l’opportunità offerta dalla pandemia per un cambiamento radicale di paradigma. Lo strumento utilizzato si chiama Catalyst 2030.

Si tratta di una rete, un movimento globale d’innovatori che condividono una visione e uno scopo, ovvero creare approcci innovativi, collaborativi e orientati all’azione per accelerare il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile mettendo al centro la persona.

 

IL VINO DEL PAPA

A leggere questa storia alla luce della recente cronaca politica, vengono in mente le parole del Papa citate dall’ex governatore della Banca d’Inghilterra, Mark Carney, nel suo ultimo libro, Value(s): Building a better world for all.

Racconta Carney che durante una cena in Vaticano, cui presero parte politici, uomini d’affari, accademici, leader sindacali e operatori di beneficenza, Francesco sorprese tutti: “Il nostro pasto sarà accompagnato da vino. Ora, il vino è molte cose. Ha un profumo, un colore e una ricchezza di gusto che completano il cibo. Ha alcol che può ravvivare la mente. Il vino arricchisce tutti i nostri sensi”.

E aggiunse: “Alla fine della nostra festa, berremo grappa. La grappa è una cosa: alcol. La grappa è distillato di vino”.

Ecco, “L’umanità è molte cose: appassionata, curiosa, razionale, altruista, creativa, egoista. Ma il mercato è una cosa: l’interesse personale. Il mercato è distillato di umanità. Il vostro compito è far tornare la grappa in vino”.

 

FARE, VOCE DEL VERBO AIUTARE

Se c’è una morale in questa storia dalle molteplici sfaccettature, può essere la seguente. L’eterna soap opera che è diventata la politica italiana ci manda un segnale chiaro. Non siamo ancora pronti ad aiutare. E non lo saremo finché alla base del discorso ci sarà mero calcolo personale o le parole di garanti che gridano a squarciagola che il futuro è tutto qui, nelle nostre teste.

Le cose non stanno proprio così. Certo, avere idee è condizione necessaria per cominciare a intuire il senso della direzione, ma purtroppo non è sufficiente per arrivare a destinazione. Serve movimento.

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