sabato, 23 Ottobre, 2021
Attualità

“Caporalato digitale e strapotere delle piattaforme”

Timori per la sovraesposizione di ogni persona rispetto alle nuove tecnologie che hanno un “prezzo” non solo economico ma anche per la privacy dei cittadini Servono nuove rapide scelte legislative.

 

TUTELARE I CITTADINI

“L’accentramento progressivo, in capo alle piattaforme di un potere che non è più soltanto economico, ma anche e sempre più performativo, sociale, persino decisionale”, sottolinea Stanzione “la protezione dei dati si sta dimostrando anche e sempre più determinante per un governo sostenibile della tecnica; perché la democrazia non degeneri, in altri termini, in algocrazia”.

 

PEDOPORNOGRAFIA

“Nel 2020 si è registrato un incremento di circa il 132%, rispetto al 2019 dei casi trattati dal Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia e un aumento del 77% dei casi di vittimizzazione dei minori per grooming, cyber bullismo, furto d’identità digitale, sextorsion.

Il 68% degli adolescenti risulta essere stato, nel 2020, testimone di casi di cyberbullismo”, sottolinea il Garante Pasquale Stanzione. ”Sono dati allarmanti, che non possono non esigere un’assunzione di responsabilità collettiva rispetto a soggetti, quali i minori, le cui vulnerabilità possono renderli le vittime elettive delle distorsioni del web”

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MINORI E TIK TOK

Sul fronte della tutela on line, innanzitutto dei minori, l’anno trascorso ha registrato un rilevante intervento nei confronti di Tik Tok, la piattaforma usata soprattutto da giovanissimi per condividere video e immagini. Il Garante ha chiesto e ottenuto misure per la verifica dell’età di chi si iscrive alla piattaforma al di sotto dell’età minima prevista e ha lanciato una campagna informativa, insieme a Telefono azzurro, per richiamare i genitori a vigilare sull’iscrizione dei propri figli ai social network.

Istruttorie e accertamenti sono state avviati riguardo al fenomeno del deep nude (applicazioni in grado di manipolare le foto di soggetti vestiti, sostituendole con immagini di nudo create artificialmente); alla poca chiarezza dell’informativa di Whatsapp, all’uso di dati biometrici da parte di Clubhouse (un social che offre chat vocali) e alle modalità di funzionamento da Clearview, società specializzata in riconoscimento facciale che acquisisce dati sul web. Per contrastare il fenomeno del revenge porn il Garante ha attivato un canale di emergenza per aiutare le persone che temono la diffusione di foto o video intimi senza il loro consenso.

 

CYBERBULLISMO

Il Garante ha inoltre fornito indicazioni su come difendersi dai software dannosi, in particolare dai ransomware, i programmi informatici che prendono “in ostaggio” un dispositivo elettronico. Una minaccia, questa, che si è particolarmente diffusa nell’epoca del Covid-19 con molte più persone e per molto più tempo connesse online.

E’ proseguito il lavoro svolto per assicurare la protezione dei dati on line, in particolare riguardo ai possibili rischi connessi all’uso degli assistenti digitali, installati sui nostri smartphone o presenti nelle nostre case.

 

CONSUMATORI

Sul fronte della tutela dei consumatori il Garante è intervenuto contro il telemarketing aggressivo con l’applicazione di pesanti sanzioni (per un importo complessivo di 57 milioni di euro nel solo 2020), la maggior parte delle quali riguardano utilizzo senza consenso dei dati degli abbonati. L’attività di accertamento ha consentito di fare emergere una sorta di “sottobosco” di sub-fornitori, che operano spesso in condizioni di illegittimità.

 

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