martedì, 17 Maggio, 2022
Ambiente

“Gli alberi non sono legna da bruciare”. Stop biomasse boschive

Tra le energie rinnovabili è annoverata anche quella derivante dall’incenerimento delle biomasse boschivo-forestali, tanto che in Italia, all’epoca del governo Gentiloni, è stato licenziato il Testo Unico Forestale (TUF), che sostanzialmente equipara boschi e foreste italiane a vere proprie “miniere energetiche. Ma non tutti sono convinti che i processi di combustione di origine antropica siano davvero eco-compatibili per la loro immissione di gas climalteranti in atmosfera. Il processo di combustione, infatti, le accomuna più alle fonti energetiche fossili, piuttosto che a quelle rinnovabilicon tanto di emissioni pericolose durante il ciclo produttivo e ceneri residuali da smaltire.

Petizione europea per fermarne la produzione

200 mila cittadini europei hanno già firmato una petizione, promossa da Forest Defenders Alliance – FDA (network di 130 associazioni nazionali e internazionali presenti in Europa e Stati terzi) e BirdLife Europa, per chiedere di eliminare le biomasse forestali dalla Direttiva europea sulle energie rinnovabili (RED), attualmente in fase di revisione. In Italia, un appello è stato rivolto da GreenImpact, GUFI (Gruppo Unitario per le Foreste Italiane) e Lipu al ministro per la Transizione ecologica Cingolani per promuovere “una vera politica ecologica che protegga le foreste: bruciarle, infatti, è causa di rilascio di CO2 in atmosfera e il sovra-sfruttamento forestale mette a rischio la biodiversità già in drammatico declino – si legge nell’appello -. Gli alberi non sono legna da bruciare”.

Scelta incoerente rispetto agli impegni presi in Europa

La petizione europea consegnata al vice presidente esecutivo della Commissione con delega al Green deal, Frans Timmermans, chiede sostanzialmente di “eliminare i sussidi e gli incentivi all’utilizzo di biomasse forestali e di incentivare le fonti energetiche realmente pulite”. Oltre alle emissioni nocive a effetto serra, durante la combustione ma anche il trasporto delle materie prime e lo smaltimento dei rifiuti, si contesta lo sfruttamento intensivo boschivo in controtendenza con le operazioni di rimboschimento e i danni sugli ecosistemi. Non solo, il loro rendimento elettrico è piuttosto basso, attestato intorno al 25%, il che sconsiglierebbe investimenti economici in questa direzione, se la resa economica non fosse pesantemente “drogata” dagli incentivi pubblici.

Sponsor

Articoli correlati

Artigiani. La Cna in assemblea: affrontiamo la delicata situazione economica sociale del Paese

Angelica Bianco

Ucraina e Cina. Confartigianato: lunedì il report sulla “gelata di primavera”

Leonzia Gaina

Made in Rebibbia: sfilata sartoriale di sogni e speranze

Antonella Sotira

Lascia un commento