lunedì, 23 Settembre 2019
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Brexit, rush finale in Parlamento e la maggioranza Johnson perde pezzi

E’ iniziata la corsa contro il tempo del Parlamento britannico per evitare il no deal sulla Brexit. Dopo la sospensione dell’attività parlamentare, richiesta dal premier Boris Johnson e approvata dalla Regina la scorsa settimana, crescono nel Regno Unito gli oppositori alla formula dell’uscita senza accordo, un’opzione che si verificherà il prossimo 31 ottobre, salvo sorprese. La proroga alla pausa parlamentare inizierà il 13 settembre e durerà un mese, fino al 13 ottobre.

Il giorno dopo il Parlamento tornerà a riunirsi per il discorso della Regina. Prima del fatidico 31 ottobre ci sarebbero quindi solo diciotto giorni per trovare una soluzione. Mentre proseguono le proteste e cresce il sostegno alla petizione contro la “prorogation”, l’opposizione in parlamento, guidata dal leader laburista Jeremy Corbyn, tenta di approvare una legge per chiedere all’Ue di rinviare ancora l’uscita del Paese dall’Unione.

Questo permetterebbe di evitare il no-deal e avviare nuovamente i negoziati per ottenere un accordo diverso da quello di Theresa May, che era stato bocciato. Non si esclude che l’obiettivo delle opposizioni sia rinviare l’uscita dall’Ue al 2020 per potere, nel frattempo, andare a nuove elezioni. “Questo vogliono: obbligarci a supplicare per un altro rinvio inutile”, ha detto il primo ministro Boris Johnson in un intervento alla Camera di Comuni, riunitasi prima del periodo di sospensione.

Per Johnson il progetto di legge proposto da Corbyn, se approvato, “distruggerebbe qualsiasi possibilità di negoziato per un nuovo accordo”. Per il premier il progetto sarebbe un “surrender bill”, ossia una resa. Per questo Johnson nel suo discorso in Parlamento ha affermato: “Non lascerò mai il controllo dei negoziati nel modo in cui Jeremy Corbyn sta chiedendo”. Proprio mentre il premier riferiva in Parlamento, la sua maggioranza però si sgretolava.

Con un gesto plateale, il deputato conservatore Phillip Lee, durante il discorso di Johnson, si è alzato, ha attraversato l’aula e ha preso posto tra i banchi dell’opposizione. Una decisione che pesa sul governo, dal momento che il Conservative Party contava una maggioranza risicata: un solo parlamentare in più. Il futuro della Brexit passa adesso dal dibattito in aula, al termine del quale i deputati decideranno se approvare o bocciare la proposta di legge per chiedere ulteriore tempo.

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