mercoledì, 16 Giugno, 2021
Società

Il codice etico della politica si chiama “beatitudini”

Dinnanzi a uno scenario socio politico dove la credibilita’ dell’azione sembra non convincere tanti, specie i giovani che seppur definiti “la Speranza del Domani ” vedono denigrato e calpestato dalla retorica dell’inganno il loro presente, ecco che oggi piu’ che mai bisogna accantonare le diatribe fratricide dove chi urla di piu’ crede di avere ragione e motivare sempre piu’ chi sente l’amore alla Politica (con la P maiuscola) come una vera vocazione al servizio per la rinascita di un Popolo che non vuole piu’ affidare la sua sorte a chi recita un ruolo che offende la memoria dei martiri.

La vocazione alla vera Politica non richiede piegamenti di ginocchia e di capo verso chi pensa di essere un generale senza esercito. La vera politica passa dalla mulattiera  degli ultimi dove non vanno corrotti e umiliati per un pugno di pasta al costo di un voto acquistato con arroganza e veleno nel cuore, bensi richiede condivisione di un progetto di vita e di riscatto che sa e profuma di fraternita’, di pace, di solidarieta’ pura con lo sguardo rivolto a Colui che ha annunciato e confortato le masse assetate di “giustizia ” con l’abbraccio disinteressato siglato “Beatitudini”. Non e’ necessario istituire commissioni di pensiero, di menti che lottando fra loro dimenticando che un giovane di appena trentatre anni ha predicato l’amore, ha detto da quale parte stava (degli ultimi, dei buttati fuori dalla citta’, da chi piange e non viene ascoltato da nessuno) e ha proclamato con fierezza e gioia le “beatitudini” che sono la vera carta magna dei “Cristiani ” e di chi riconoscendosi rapito da un amore cosi grande deve portare in politica il grido dei poveri, il profumo della bellezza , del servizio e non del tornaconto.

“Beati gli afflitti…i miti, gli assetati di giustizia,. Beati i puri di cuore…Beati voi quando vi insulteranno per causa mia: Rallegratevi…la vostra ricompensa sta nei cieli”. Ebbene si, basta rispolverare queste poche pagine che sanno di credibilita’ pura, di rispetto della dignita’ dell’uomo e se credenti anche di una “Vocazione ” che e’ gia’ forte nel cuore di chi non si vende spudoratamente per una medaglia in piu’ sul petto. Giorgio La Pira, Alcide de Gasperi, e tanti come loro ,anche nel silenzio della quotidianita’,  hanno vissuto il codice etico delle “Beatitudini ” non vendendosi a nessuno, non ponendo menzogne e inganni nel loro agire ma fieri di dirsi ” Cristiani “credibili con gesti forti e iniziative concrete che non avevano bisogno di commenti poiche’, come dice il saggio, “Ogni fiore se vero e non di plastica, ha gia’ il suo profumo” che non si vede ma si sente. E noi vogliamo lasciare questa scia di profumo di liberta’ dove ancora domina, con plateale indifferenza, il puzzo del compromesso che non ha nulla ne’ di umano ne’ di cristiano. Noi ci proviamo.

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