mercoledì, 16 Giugno, 2021
Manica Larga

Inclusione, parola chiave dei nostri tempi: maneggiare con cura

Che cosa hanno in comune Amazon e Boris Johnson? Forse, una chiave di lettura dei nostri tempi. Da un lato, infatti, Amazon ha dedicato un canale di vendita ai prodotti finanziati con il crowdfunding su Kickstarter. Dall’altro, Boris Johnson ha stravinto l’ultima tornata elettorale. In entrambi i casi, la parola chiave per interpretare il senso di questo successo é inclusione.

 

IL BISOGNO DI NON SENTIRSI TAGLIATI FUORI

Se per un verso, infatti, i consumatori credono che finanziare nuovi progetti attraverso il crowdfunding sia un modo per ridurre la diseguaglianza sul mercato, come ha recentemente confermato una ricerca pubblicata sull’assai prestigioso Journal of Marketing Research ripresa dalla Harvard Business Review, dal canto suo Boris Johnson, dopo aver assorbito l’ondata populista e nazionalista con il referendum sulla Brexit, ha di fatto trasformato il partito conservatore in una forza centrista in cui l’attenzione al sostegno e all’inclusione è stata finora molto alta.

In entrambi i casi, il punto di partenza e di continuo ritorno é il bisogno d’inclusione espresso da sempre più ampie fette della società, vera e propria cifra in filigrana dei nostri tempi. Lo sa bene Biden, per esempio, la cui politica di taglio socialdemocratico si lega intrinsecamente al mandato di Trump, che ha avuto il limite di non saper rinnovare la propria narrativa, come ha invece fatto Johnson. Ne sono consapevoli le aree movimentiste sparse in tutto il mondo. Ne diventiamo progressivamente sempre più consapevoli tutti noi grazie alla lente offerta dalla pandemia e al fatto che se non saremo tutti vaccinati non ne usciremo. Ne é consapevole il World Economic Forum che da tempo parla di polverizzazione del centro politico e di necessaria attenzione agli stakeholder. Lo sanno bene le Nazioni Unite che a questo hanno offerto una piattaforma su cui lavorare insieme, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. E via dicendo.

 

LA SFIDA: MANTENERE LE PROMESSE

Detto questo, ovvero definito il bisogno e creati gli strumenti di lavoro, è necessario interrogarsi su quali siano i limiti di suddetta inclusione, ovvero di quale uso sapremo fare di questi strumenti. In altri termini, dobbiamo interrogarci su quanto questa inclusione sia davvero sostenibile. Per esempio, se da un lato Amazon è stata tacciata di cannibalismo del mercato, dall’altro, come osserva questa settimana l’Economist, resta ancora da capire quanto l’inclusione johnsonista possa invece trasformarsi in una centralizzazione che freni lo sviluppo, in altri termini in un tradimento della promessa originaria. Per farsi un’idea, dalle nostre parti sia sufficiente guardare all’esperienza fallimentare del Movimento 5 Stelle, dilaniato da lotte intestine a pochi anni dall’ascesa al potere che nulla hanno a che vedere con l’originaria istanza di poter contare, l’antico adagio dell’uno vale uno.

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