mercoledì, 16 Giugno, 2021
Attualità

Ancora elevato il contenzioso tra Stato e Regioni

“Quanto ai giudizi principali, colpisce il numero ancora elevato del contenzioso tra Stato e Regioni che affonda le sue radici nella revisione del titolo V della parte II della Costituzione, i cui problemi applicativi non si possono dire ancora risolti, malgrado l’ormai ventennale impegno della Corte nella regolazione del riparto delle rispettive competenze”.

Così Giancarlo Coraggio, presidente della Corte costituzionale nella relazione sugli indirizzi della giurisprudenza della Corte costituzionale nel 2020 durante la Riunione straordinaria alla presenza del Capo dello Stato e delle più alte cariche. “I suoi campi elettivi restano quelli del coordinamento della finanza pubblica, del rispetto delle regole sull’equilibrio dei bilanci e della regolazione dei rapporti finanziari, specie in settori come quelli dell’impiego del personale e della sanità, caratterizzati dagli aggregati di spesa più rilevanti”, ha aggiunto.

“È nella sanità che si sono manifestate le maggiori difficoltà, causate da consistenti tagli dei finanziamenti statali e da una gestione non sempre soddisfacente delle pur ingenti risorse. Ciò è testimoniato dall’ entità del contenzioso relativo ai commissariamenti delle sanità regionali. La peculiarità implicita in un servizio nazionale, ma a gestione regionale, può essere risolta – continua Coraggio – solo con un esercizio forte, da parte dello Stato, del potere di coordinamento e di correzione delle inefficienze regionali. Ribadiamo l’ormai costante richiamo alla leale collaborazione dello Stato e delle Regioni nelle materie di interesse comune o in ambiti posti al crocevia di una pluralità di competenze. È opportuno invitare tutti gli attori istituzionali a riflettere sulla necessità di apprestare più efficaci meccanismi di prevenzione e risoluzione dei conflitti”.

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