giovedì, 29 Luglio, 2021
Politica

Quando c’era la DC….Facciamo i conti col passato

I valori moderati e la verità dei fatti. L’Italia cambiò grazie alla Dc, oggi la storia torna a parlare di come il Paese uscì da crisi e povertà. Vogliamo rileggere quegli anni con onestà per guardare al futuro. Ci furono uomini, riforme e scelte coraggiose che portarono benessere e lavoro. La lezione del passato ci sarà utile per il domani.
 

Nel clima difficile in cui  viviamo, tra crisi economica e sanitaria, con un orizzonte pieno di incertezze, vogliamo a fare i conti con la storia politica, economica e istituzionale del nostro Paese. Lo faremo su La Discussione nel corso di più puntate, guardando alle idee del passato e ai progetti per il futuro. Rileggendo in primo luogo la nostra identità che viene da una cultura cattolica, moderata, centrista, che nel dopoguerra prese le sembianze politico-istituzionali della Democrazia Cristiana. Il nostro è un voler riportare la storia per farla vivere nell’oggi, per prendere, anzi “pretendere”, quel riconoscimento che nel corso degli anni è emerso con forza. La Dc fu il motore dello sviluppo e benessere dell’Italia. Troppo poco si è fatto per ricordare i suoi uomini e l’impegno del partito. Ridare gli onori a quanti sono stati frettolosamente dimenticati è una azione di onestà.

La lezione della storia ci racconta che oggi sono caduti pregiudizi, e i fatti – non le ricostruzioni arbitrarie e di parte – riconsegnano alla opinione pubblica le verità per troppo tempo nascoste. Per noi è un grande dovere scrivere e raccontare. Rivendichiamo come eredi di questa tradizione cattolica la possibilità di essere presenti nell’oggi e dare un aiuto per il domani. Le tante idee che emergono e che ridanno forza agli uomini e ai valori della DC, sono confermati, per un paradosso della storia, dai numerosi esponenti delle cultura e delle istituzioni che erano allora democraticamente avverse alla Democrazia Cristiana.
I SUCCESSI DI POLITICHE SOCIALI ED ECONOMICHE
Ci piace, ad esempio, ricordare ad introduzione di questa nostra prima puntata, il filosofo Gianni Vattimo, esponente di spicco della sinistra italiana. In una arguta recente intervista su il Fatto Quotidiano, introduce così un prezioso libro di memorie: “Giorgio La Pira e Filiberto Guala visti da vicino” di Luigi Beretta Anguissola. “Nella Dc non sono sempre stati ‘piccoli, storti e malfatti’, come si diceva illo tempore giocando sui cognomi di alcuni notabili del partito; anzi, la stessa diede all’Italia fior di statisti e anche di manager (uno fra tutti Enrico Mattei) che segnarono in modo particolare i difficili anni della ricostruzione post-bellica”, scrive Vattimo e, aggiunge, una osservazione che a noi fa immensamente piacere, “…erano uomini esemplari, pieni di passione civile e religiosa, ricchi di senso dello Stato”. Vogliamo sottolineare, ricostruendo la storia con i fatti che La Pira, il più famoso sindaco di Firenze era conosciuto in tutto il mondo per le sue iniziative per la pace, il dialogo tra le nazioni e l’aiuto ai poveri.
Così come l’intellettuale cattolico, Filiberto Guala, in Rai promosse i cosiddetti “corsari di Guala”: tra questi c’era per l’appunto: Vattimo, Furio Colombo, Umberto Eco, Fabiano Fabiani e tanti altri che hanno fatto la (buona) storia della Tv italiana. Un periodo ricordato come una: “Stagione intensissima di impegno”. Nel nostro percorso ci imbatteremo in momenti di gravi difficoltà del Paese e di tensioni sociali così come di crescita economica.
Non uno sterile Amarcord, quindi, perché noi puntiamo al futuro guardando la lezione del passato. Oggi ad esempio, in un momento così delicato per la maggior parte delle famiglie, dei lavoratori, per le piccole imprese, come non ricordare come 1949, in una situazione di estrema difficoltà e povertà, fu varato un piano per incrementare l’occupazione operaia, agevolando la costruzione di case per lavoratori, il piano INA-Casa.
Protagonista di quel progetto presentato al Consiglio dei ministri, era Amintore Fanfani, “cavallo di razza” della Dc, all’epoca ministro del Lavoro e della Previdenza sociale. Il piano casa ebbe il pregio enorme di realizzare alloggi sani e moderni. Abitazioni che hanno offerto la possibilità a migliaia di famiglie di migliorare le proprie condizioni abitative. Si mise in moto una economia che rilanciò occupazione e sviluppo che sancì una svolta per l’Italia. Queste sono le riforme che noi auspichiamo. Perché oggi lo Stato deve tornare ad essere centrale, promuovere, attuare scelte coraggiose, incisive.
Non possiamo rimanere a contare i danni e rinviare. Possiamo fare molto, e su temi come riforma del fisco, amnistia, cambio dei metodi della Centrale rischi finanziari, torneremo con insistenza. C’è una sanità da riformare, così come gli ammortizzatori sociali, e gli aiuti alle famiglie. Ma prima di salutarci da questo nostro primo impegno a rilanciare il pensiero moderato, cattolico e il suo futuro, vogliamo ricordare che il nostro percorso vuole essere non un inno alla Dc. È un riconoscimento di quei valori, della sua storia e di quanti hanno lavorato, e desiderano ancora impegnarsi, per la crescita dell’Italia.
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