sabato, 17 Aprile, 2021
Economia

Unimpresa: 10 milioni a rischio povertà

Secondo uno studio di UNIMPRESA, su dati Istat 2020, l’area di disagio sociale in Italia comprende 10 milioni e 406mila persone, 4 milioni di disoccupati e  6,3 milioni di occupati ma in situazioni instabili o economicamente deboli. Tra questi ultimi rientrano i contratti di lavoro a tempo determinato – sia quelli part time (776mila persone) sia quelli a orario pieno (1,9 milioni) – i lavoratori autonomi part time (711mila), i collaboratori (225mila) e i contratti a tempo indeterminato part time (2,7 milioni). Ossia gruppi di persone occupate, ma con prospettive incerte circa la stabilità dell’impiego o con retribuzioni contenute. Per quanto riguarda i 4 milioni e 8mila di disoccupati, gli ex occupati sono 1 milione e 127mila, gli ex inattivi 571mila, i soggetti senza esperienza di lavoro 2 milioni e 310mila. Complessivamente, si registra circa un milione in più di italiani in crisi, che vivono sull’orlo del baratro, sempre più vicini alla povertà, rispetto a un’analoga rilevazione relativa al 2015, con una crescita significativa del 13%.

«Per evitare che questa area di disagio sociale cresca ancora di più, bisogna andare ben oltre quei 32 miliardi di euro stanziati con  l’ultimo decreto Sostegni, che non bastano, e questo il governo di Mario Draghi deve capirlo rapidamente: la nostra sensazione è che, nonostante l’indiscussa competenza delle figure chiamate a ricoprire gli incarichi più alti in questo esecutivo, non ci sia il necessario contatto con la realtà», commenta il vicepresidente di Unimpresa, Salvo Politino.

Di qui a fine mese l’agenda di governo è ricca di appuntamenti cruciali per la politica economica. Il Documento di economia e finanza con le stime aggiornate su deficit, indebitamento e pil si intreccia con le decisioni sull’ulteriore indebitamento necessario per finanziare gli aiuti alle attività chiuse. Il nuovo scostamento di bilancio con cui finanziare il secondo decreto Sostegni, dovrebbe arrivare intorno al 10 aprile ma già è probabile uno slittamento verso la metà del mese. «C’è un fattore tempo che è fondamentale – commenta  Politino – :il precedente scostamento di bilancio era stato approvato a dicembre, il decreto che stanzia quei fondi è del 19 marzo e i primi bonifici, assicura il governo, dovrebbero arrivare intorno alla metà di aprile. Vuol dire oltre 100 giorni per un pacchetto di aiuti che, in ogni caso, risponde solo parzialmente alle drammatiche esigenze che stiamo affrontando. Occorre mettere le imprese in condizione di trattenere i lavoratori e di tornare a crescere per assumere, solo così non avremo più poveri nel nostro Paese».

 

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