sabato, 16 Ottobre, 2021
Editoriale

Alleanza Cooperative. Le delegate Italiane alla Commissione Onu, per parlare di imprese, lavoro e di lotta contro la violenza

L’Italia al femminile che lavora, promuove e crede nel futuro, è stata presente alla 65ma Sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla Condizione delle Donne. Le inviate sono quelle della Commissione Donne e Parità dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, con la presidente Anna Manca con le copresidenti Annalisa Casino e Sandra Miotto protagoniste della consultazione con le rappresentanti della Società Civile promossa dalla Commissaria Madame Dalli e dalla rappresentanza europea presso le Nazioni Unite. “Sono temi portanti della Sessione dedicata ad empowerment e leadership femminile, oltre che al contrasto alla violenza di genere”, illustra Alleanza delle Cooperative italiane, “Per il movimento cooperativo è stata l’occasione di sottolineare alla Rappresentanza della Commissione Europea l’urgenza di agire, di pianificare misure concrete e dedicare risorse finanziarie per: aumentare la rappresentanza delle donne nelle posizioni apicali, anche con l’applicazione di quote, per influenzare tutti gli aspetti delle nostra società”.
Tra le proposte quella di garantire massima diffusione e accessibilità di servizi di cura  in ogni parte di ogni nazione, “con un forte coinvolgimento di imprese e istituzioni pubbliche per abbattere la maggiore barriera che ostacola le donne in termini di lavoro e carriera: la mancanza di conciliazione e la necessità di una maggiore condivisione dei carichi di cura tra uomini e donne, così evidente in questo periodo di pandemia”.

Inoltre per Alleanza Cooperative è necessario promuovere e sostenere l’autoimprenditorialità, supportando le donne nell’accesso al credito. Altro tema presentato è la Digital Division in ottica di genere, “fattore determinante per l’accesso al lavoro e per la competitività delle imprese”, ha sottolineato la delegazione italiana, “nonchè per essere determinanti nella cultura digitale oggi sfortunatamente con un approccio prevalentemente maschile”. “Il contrastare la violenza di genere e gli stereotipi a partire dai servizi di accoglienza e tutela”, ha proposto Alleanza, “in cui le cooperative hanno grande esperienza così come l’inclusione lavorativa nel momento della ricerca di autonomia economica”. Dall’Italia la richiesta di una particolare attenzione verso le donne disabili, le donne immigrate e le vittime di tratta e in particolare i bambini, coinvolti in violenza domestica che richiedono speciale cura e supporto così come gli orfani delle vittime di violenza.

“Non è la prima opportunità di dialogare con lo staff di Madame Dalli”, spiega in una nota Alleanza, “dal momento che in qualità di coordinatrici del Gruppo di Lavoro sull’Uguaglianza di Genere in seno a Cooperative Europe si era presentata la possibilità un anno fa di rappresentare nel momento più drammatico perl’Italia l’impatto della Pandemia sulle donne cooperatrici impegnate in tutti i settori”.

In contemporanea si è svolto il seminario organizzato dal Comitato per l’uguaglianza di genere dell’International Cooperative Alliance, in cui Stefania Marcone, vicepresidente di Cooperatives Europe e componente per Alleanza dell’esecutivo di ICA GEC, ha rappresentato l’esperienza maturata all’interno del Gruppo di Lavoro di Cooperatives Europe coordinata proprio dall’Italia. Nel suo intervento, Marcone ha presentato l’attività del Gruppo di lavoro a livello europeo, che comprende 30 partecipanti di 16 Paesi europei e 3 Organizzazioni settoriali (Eurocoop, Cecop e Copa-Cogeca), soffermandosi sull’impatto della pandemia sulle cooperatrici e sul rischio di una recessione al femminile. Inoltre, come risultato importante del lavoro in Europa,  Marcone ha presentato la Carta d’impegni della cooperazione europea sull’uguaglianza di genere, adottata all’unanimità dall’Assemblea di Cooperatives Europe (84 Organizzazioni nazionali di 33 Paesi) e tre buone prassi, di cui due italiane: la Cooperativa di Comunità Rika del Molise e la cooperativa sociale FAI del Friuli Venezia Giulia.
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