sabato, 24 Luglio, 2021
Manica Larga

Gli imprenditori al centro per costruire futuro

A zonzo per il web si trova di tutto. Il bello, il brutto, il cattivo. Dicevamo il bello. Per esempio, sono inciampato in una bella storia di rinascita. Madre e figlia, entrambi in crisi con il lavoro durante i mesi di lockdown non si perdono d’animo. Così, mano nella mano, la prima mette sul tavolo le proprie competenze di business e la seconda quelle con i social media e si inventano un negozio online che vende oggetti fatti a mano. La gente compra e loro vanno avanti.

Una storia, per fortuna, tra tante. Dati recenti forniti da ClickBank mostrano che molti di coloro che hanno perso il lavoro o il reddito nel 2020 a causa della pandemia hanno spostato parte della propria attenzione sul mondo digitale come opportunità di business. Come ha confermato Kuba Poraj-Kuczewski, Vicepresidente di ClickBank: “Finora, i nostri dati per il 2021 mostrano una crescita continua dell’imprenditorialità online”.

Un nuovo boom economico post-Covid

Più in generale, solo negli Stati Uniti si contano quasi mezzo milione di nuove imprese. Segno che il Covid rischia di somigliare sempre più al catalizzatore di un nuovo boom economico. Di questo sono convinti al Fondo Monetario Internazionale che, in una recente indagine, ha sottolineato come la creazione di nuovo business sarà il volano della ripresa economica.

Un fatto tra gli altri sembra emergere con una certa forza: il cambiamento di prospettiva favorito dall’iniziativa imprenditoriale è stato il motore affinché quella madre e quella figlia, e altri come loro, trasformassero un evento da negativo in positivo in un momento storico che sta producendo cambiamenti strutturali epocali in un clima di totale incertezza.

Per questo motivo, fare impresa dovrebbe essere posto al centro delle politiche pubbliche. Se è vero, come molti studi confermano, che quando i modelli sociali ed economici diventano obsoleti aumenta il bisogno di fare impresa per aiutare la società ad adattarsi al cambiamento, è altrettanto vero che in quest’ottica rafforzare il rapporto tra forze produttive e politiche diventa nucleo di rinascita perché pone le basi affinché le seconde siano in grado di fare fronte alla crescente domanda di cambiamento sociale con l’aiuto delle prime.

Contro la povertà politiche di sviluppo

Insomma, se è vero che le politiche che vengono sviluppate rispondono a una specifica richiesta della società in un determinato momento e in determinato contesto, beh, non c’è tempo da perdere per costruire futuro: bisogna avere il coraggio e l’ambizione di mettere gli imprenditori al centro.

A maggior ragione, alla luce degli ultimi dati Istat che fotografano il conto finora presentato dal Covid secondo cui circa il 10% delle famiglie italiane non riesce a mettere insieme pranzo e cena, quelle che sono finite sotto la soglia di povertà sono raddoppiate nell’ultimo anno superando quota 2 milioni, 335 mila sono le famiglie che vivono in condizione di totale indigenza e a essere i più colpiti sono gli occupati tra i 35 e i 44 anni, ovvero coloro che si trovano nella fase centrale della propria vita lavorativa. Il cuore pulsante dell’economia.

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