lunedì, 8 Marzo, 2021
Economia

Agricoltura: dove sono fondi e sgravi promessi?

Sgravi contributivi mai arrivati alle imprese agricole, troppi lavoratori senza aiuti, imprese agricole in serie difficoltà per aver dato troppo in un anno e aver ricevuto poco in benefici, le poche misure di sicurezza per i lavoratori agricoli mai rese operative dall’ex governo Conte. Lunga la lista delle cose non fatte e che oggi pesano sulla testa degli agricoltori che si sentono trascurati, mentre hanno avuto un ruolo importante nel stabilizzare il Paese in un momento di forte criticità. A porre il problema è la Confagricoltura.

“Sono diverse le emergenze sul fronte dell’occupazione da affrontare nel nostro settore”, sottolinea il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, “per favorire una complessiva ripartenza del Paese”. L’occasione per promuovere le richieste è il primo incontro, in videoconferenza, con il ministro del Lavoro, Andrea Orlando e le parti sociali.

Per Confagricoltura è necessario sbloccare gli sgravi contributivi, che le imprese aspettano dallo scorso luglio. Così come, sul fronte della salute, è urgente definire un protocollo per la sicurezza in agricoltura, programma avviato con il precedente governo ma “non è mai stato varato definitivamente”, osserva Giansante. C’è poi il problema urgente di come dare priorità alle vaccinazioni. Confagricoltura preme che siano vaccinati gli operatori agricoli, in modo da dare e garantire ulteriore sicurezza alla filiera del cibo. Il mondo agricolo, inoltre, sollecita più attenzioni economiche. La ragione sta nel fatto che migliaia di imprese hanno continuato a rendere un servizio al paese a costi di grandi sacrifici e perdite economiche.

“Occorre”, fa presente Giansanti, “mettere mano con urgenza alle misure strutturali, salvaguardando le specificità del lavoro agricolo”. Attenzione va data alla formazione e inclusione nel mondo lavorativo, per Confagricoltura si è fatto poco, e le cifre lo dimostrano, mentre il settore agroalimentare richiede oggi competenze e capacità uniche.

“Serve ripensare con urgenza al sistema pubblico di collocamento attraverso il quale, attualmente, avviene solo il 2% delle assunzioni”, sollecita presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.

Contemporaneamente, in generale, tutti i meccanismi individuati per incentivare le assunzioni, compresa la decontribuzione sud, vanno resi universali e applicabili nel settore agricolo.

L’occupazione, sottolinea la Confederazione, è determinante per la crescita del Paese e sono necessari strumenti capaci di affiancare le imprese nella creazione di posti di lavoro. Il settore agricolo, va ricordato, occupa più di un milione di addetti e Confagricoltura è la principale associazione datoriale, con 520 mila lavoratori assunti.

“Riteniamo”, osserva il presidente di Confagricoltura, “che il lavoro in agricoltura vada ancor più valorizzato: è un comparto che garantisce cibo in quantità, qualità e salubrità”.

Una verità confortata, ancora una volta, dai numeri. Lo scorso anno in piena prima ondata pandemica, la carenza di manodopera specializzata ha spinto ad attivare ‘corridoi verdi’, a spese delle aziende, per realizzare voli speciali per portare in Italia i lavoratori comunitari ed extracomunitari. “Per evitare che il problema si ripeta è necessario cominciare a pensare fin da ora a nuovi corridoi verdi”, sottolinea Giansanti.
“Molti sono i temi al centro dell’agenda del nuovo ministro e dell’azione di governo per intraprendere la strada della ripresa. “Occorre coraggio”, infine auspica Massimiliano Giansanti, “ed evitare che ogni incertezza possa pesare sulla tenuta economica e sociale del Paese“.

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