giovedì, 23 Settembre, 2021
Economia

Assoporti: rilanciare il lavoro dell’onorevole Paita. Snellire per essere competitivi

Quante carte da riempire, quanti controlli da superare, quanti documenti per un sistema che invece richiede una grande flessibilità per essere competitivo. Le osservazioni nascono da un settore che in Italia è trascurato, quello dei porti e dei traffici portali, un sistema che ha bisogno di una semplificazione straordinaria e immediata. Le proposte per uno snellimento ci sono ma il problema che i tempi della politica si allungano finendo nelle sabbie mobili di commissioni, e nelle incertezze di cambi di maggioranze politiche. Così Assoporti rilancia la necessita di una semplificazione immediata e si schiera a sostegno delle proposte di Legge degli Onorevoli Paita e Nobili. Iniziative che però erano state presentate e dibattute con esponenti dell’ex governo Conte.
Ora “L’Associazione dei Porti Italiani”, sollecita che sia dato il via libera alla proposta di Legge presentata lo scorso 30 novembre dall’onorevole Raffaella Paita, Presidente della Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati, per la semplificazione delle procedure nei porti. Nella Proposta di Legge, si modificano gli articoli della Legge di riordino della materia portuale che riguardano il Piano Regolatore Portuale, il dragaggio e le procedure di appalto. Temi che però molti scali marittimi sono cruciali sia per ammodernare le strutture, sia per renderle più competitive.
L’Italia è il secondo maggior importatore con 157 milioni di tonnellate di merci arrivate nei porti. Mentre sul fronte delle esportazioni il Paese è al quarto posto, dietro a Spagna, Olanda e Germania. Tradotto in euro, a livello europeo il risultato è quello di una bilancia commerciale negativa, con una differenza di 55 miliardi di euro tra i 971 miliardi di import e gli 866 di export.
L’Italia quindi potrebbe migliorare di molto ma servono riforme e tagli alla burocrazia.
Assoporti, infatti, ha più volte sollecitato la semplificazione e sburocratizzazione delle procedure amministrative per la portualità. “Troppo spesso”, sottolinea l’Associazione, “chi gestisce le aree portuali si trova letteralmente ingessato tra procedure e richieste di autorizzazioni da parte di altre strutture, enti o Pubbliche Amministrazioni”. La burocrazia, infatti, su molte scelte portuali ha percorsi lunghi, farraginosi, con la sovrapposizione di molte competenze. Ci sono, ad esempio, numerose duplicazioni di documenti per la realizzazione di infrastrutture necessarie, ma anche per il rilascio di autorizzazioni e concessioni demaniali. Un freno per Assoporti che mettono in difficoltà le imprese che lavorano in sinergia con strutture amministrative internazionali, con sistemi privati che invece sollecitano tempi stretti e garanzie di celerità burocratiche.
“Questi appesantimenti inevitabilmente rallentano la competitività dei nostri porti”, osserva il Presidente di Assoporti, Daniele Rossi. In parte alcuni problemi erano arrivati ad un passo dalla soluzione. Poi la crisi e ora il rischio che il lavoro fatto ritorni in alto mare. “È
ora di cambiare rotta. L’onorevole Paita ha giustamente evidenziato un problema che affrontiamo ogni giorno”, osserva infine Daniele Rossi, “sono anni che si parla di semplificazione ma ogni volta si aggiungono nuove competenze sull’ambito portuale, oppure procedure che si sovrappongono a quelle già esistenti”. Con le nuove regole imposte da Bruxelles per Assoporti è necessario avviare un cambio di metodo, “accompagnare i fondi della Next Generation EU con la semplificazione”.
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