domenica, 26 Settembre, 2021
Politica

Kosovo, le elezioni parlamentari premiano la sinistra nazionalista con il 48,2%

Vetevendosje si avvia a registrare una vittoria netta alle elezioni parlamentari svolte ieri in Kosovo, con il 48,17% dei voti conteggiati su oltre il 97% dei seggi elettorali processati. Il leader del partito e candidato alla carica di Primo Ministro, Albin Kurti, ha descritto il risultato come senza precedenti e ha ringraziato i suoi oppositori per un’elezione libera e corretta. “E’ diventato chiaro che questa elezione era un referendum, e questo referendum su giustizia e occupazione e’ stato vinto”, ha dichiarato aggiungendo che “domani è un nuovo giorno. La strada da percorrere è lunga, ma il nostro obiettivo è buono e nobile, e sarò aperto”.

Apparendo accanto a Kurti, il presidente ad interim Vjosa Osmani, candidato alla carica di deputato per Vetevendosje, ha affermato che il Kosovo ha votato per un futuro luminoso. “Abbiamo tutti aspettato a lungo questo cambiamento, siamo consapevoli dell’onere che avremo a causa della fiducia che è stata riposta in noi.
Questo Governo sarà il tuo Governo e la tua voce, sarà la nostra voce”.
I risultati preliminari suggeriscono che il PDK di Enver Hoxhaj finirà probabilmente al secondo posto con 17,32%, un miglioramento rispetto al terzo posto nelle elezioni dell’ottobre 2019 ma con una quota di voti inferiore. L’LDK di Isa Mustafa sembra quasi dimezzare i suoi voti rispetto al 2019, con 13,18%.

I risultati dell’AAK di Ramush Haradinaj appaiono in leggero miglioramento rispetto alle previsioni basate sui primi exit poll, con il partito che attualmente si trova intorno al 7,40% dei voti.
Mentre, il NISMA di Fatmir Limaj con il 2,59% potrebbe ormai non superare la soglia d’accesso del 5%.

L’affluenza alle urne per le elezioni ha raggiunto poco più del 45,56%, con oltre 843.000 voti espressi, oltre ai quali vanno conteggiati i voti ricevuti per posta dagli elettori che si registrano dall’estero e il cui processo di verifica dovrebbe iniziare questa sera. Secondo l’ONG
Germin, oltre 43.000 pacchetti di voti sono stati ricevuti dalla CEC entro la mezzanotte del 12 febbraio.

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