martedì, 21 Settembre, 2021
Economia

Cassa integrazione, ipotesi allungamento di 26 settimane. Nuovi aiuti a imprese per 32 miliardi. Ecco la bozza Ristori 5

Nuovi fondi alle imprese, un allungamento della Cassa Covid per evitare a marzo i licenziamenti di massa, un ulteriore impegno economico a sostegno di più categorie. Non è semplice la nuova manovra di aiuti che il Governo si appresta a varare. Si tratta di uno scostamento di bilancio di 32 miliardi per dare forza e fondi al decreto Ristori 5. Il progetto è allo studio del governo. Il percorso da attuare è in salita e non ci sarà un solo provvedimento, ma più di uno. Ad esempio tra le tante ipotesi e aspettative c’è la possibilità di prorogare nuovamente la cassa Covid: questo perché, allo stato attuale, da fine marzo cadrà il blocco dei licenziamenti. Problema dei problemi perché c’è il rischio di un effetto domino socio economico che potrebbe scattare dall’impennata dei licenziamenti.

Un problema che riguarda un milione di posti di lavoro. In questo contesto il governo starebbe pensando a una maxi estensione della Cig Covid per 26 settimane per assegno ordinario e cassa in deroga. Un allungamento considerevole rispetto alle 18 settimane di cui aveva ipotizzato nei giorni scorsi la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.

Oltre alla proroga della cassa, il governo dovrebbe confermare l’esonero contributivo alternativo all’utilizzo della cassa Covid, per chi fa rientrare i dipendenti al lavoro. Mentre il prolungamento della cassa integrazione permetterà così di proseguire il percorso che grazie al contributo delle 12 settimane inserite in legge di Bilancio ha consentito di allungare la Cig ordinaria Covid fino al 31 marzo e quella in deroga fino al 30 giugno. Si sta ragionando, inoltre, su alcune novità che riguardano il blocco dei licenziamenti, che potrebbe non essere più generalizzato. Il viceministro all’Economia, Antonio Misiani, ha sottolineato come l’Italia non possa permettersi un’ondata di licenziamenti, ma nemmeno una prosecuzione infinita di una logica emergenziale.

Il governo, quindi, vorrebbe prorogare il blocco dei licenziamenti solamente per i settori maggiormente in crisi. Chi ha recuperato i livelli del 2019, nelle intenzioni dell’Esecutivo, dovrebbe invece essere lasciato fuori dal provvedimento. Oltre al sostegno delle attività in difficoltà, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha anticipato che tra i beneficiari ci saranno anche i settori dei trasporti e le strutture sanitarie legate alla distribuzione dei vaccini.

Il governo starebbe quindi pensando di optare per un intervento generalizzato che superi la logica dei codici Ateco e dei colori delle regioni ma guardi alla perdita di fatturato e agli aiuti già ricevuti.

Nel 2020, secondo i numeri del Ministero dell’Economia, diversi settori hanno beneficiato di cospicui interventi economici: 48 miliardi al settore delle imprese; 35 miliardi al lavoro e al sociale; 12 miliardi agli enti territoriali; 8 miliardi alla sanità; 4,5 miliardi ai servizi pubblici e sociali. Una mole enorme di aiuti che difficilmente potrà essere estese e continuare nel tempo.

Il decreto Ristori 5, nelle intenzioni del governo, infatti potrebbe essere l’ultimo.

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