lunedì, 1 Marzo, 2021
Società

E giustizia sia. Il Parlamento della Legalità Internazionale con i giudici della Calabria 

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Forse molti non lo sanno, tanti lo sanno e non dicono, altri preferiscono non sapere per non dire. Stiamo parlando del Maxi processo che in queste ore, in questi giorni, si svolge in Calabria che vede coinvolti più di 300 imputati, tantissimi avvocati, un esercito di giornalisti arrivati da ogni dove cercando di scrutare  lo “scoop” pur di dire qualcosa di nuovo, e poi una sessantina tra “pentiti” (se cosi possono chiamarsi) e vari testimoni di giustizia.

Ovviamente l’abbraccio affettuoso e di vicinanza da parte di tutto il parlamento della legalità internazionale lo si indirizza al Magistrato Nicola Gratteri, Procuratore Capo di Catanzaro e coordinatore della maxi inchiesta che ha portato alla sbarra le più temute cosche della ‘ndrangheta del vibonese.

È necessario in questo singolare momento non lasciare soli, quanti hanno a cuore il presente di questo Paese che oltre al virus del covid 19 rischia di morire di un virus ancora peggiore e che nessun vaccino potrà mai azzerarne l’esistenza: quello dell’indifferenza e dell’omertà.

I mass media sono troppo occupati a riprendere scenari volgari e spesso non educativi dal punto di vista comportamentali che si accavallano nelle sale e nelle aule del “Potere” dove false maggioranze e criteri demagogici di opportunità distolgono lo sguardo da un processo che dovrebbe incoraggiare tutti a chiedere “verità e Giustizia”.

Mai come adesso sono vere le parole di Rita Atria, vittima  di mafia che non ha esitato a dire prima di uccidersi precipitando giù da un balcone romano dopo la morte di Paolo Borsellino “Vuoi distruggere la mafia? Distruggi il mafioso che vi è dentro di te che si chiama orgoglio cattiveria egoismo prepotenza e arroganza”. In questo momento se tanta attenzione mediatica non viene data al Maxi Processo che si celebra in Calabria, noi del Parlamento della legalità internazionale continuiamo a sensibilizzare le coscienze degli studenti, dei piccoli, degli onesti e di chi crede ancora che “Nessuna notte sarà così lunga da impedire al girono di ritornare” per gridare e pretendere “Verità e Giustizia” confortati dall’esortazione di Don Tonino Bello “Davanti al tribunale degli uomini renderete conto delle vostre azioni, davanti a quello di Dio renderete conto dei vostri silenzi”.

Noi intanto continuiamo il cammino culturale intrapreso facendo sentire in queste ore la nostra vicinanza, il nostro incoraggiamento a quella magistratura che seppur non vede accesi i riflettori delle telecamere sente ugualmente i battiti del cuore degli innocenti che non si possono né comprare né vendere.

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