domenica, 28 Febbraio, 2021
Economia

Gli aiuti. Naspi e Cig Covid, in arrivo prolungamento ed estensione dei benefici. Nuove misure anche per partite Iva

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“Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego”, è l’acronimo di Naspi e su questa “assicurazione”, il governo prevede nuovi aggiornamenti in vista delle misure di aiuti economici previsti nel decreto Ristori 5.
In altri versi si cerca di dare un maggiore aiuto alle categorie colpite dalla crisi. La Naspi che è un’indennità mensile di disoccupazione, istituita a marzo 2015, è nella sua recente storia, andata a sostituire le precedenti prestazioni di disoccupazione (ASpI e MiniASpI) in relazione agli eventi di disoccupazione involontaria che si sono verificati a decorrere dal 1° maggio 2015.

Si tratta di un’indennità di disoccupazione che viene erogata su richiesta dell’interessato, lavoratore subordinato, che si trova nella posizione di aver perso il proprio impiego a seguito a causa involontarie.
Ora c’è la volontà del Governo di prolungare il periodo di fruizione della disoccupazione, con interventi mirati, che dovrebbero essere approvati tra breve. Lo scopo è quello di andare incontro ai lavoratori che, a causa della pandemia e dei ripetuti lockdown, hanno perso il lavoro e fanno fatica a trovare un altro impiego. C’è anche l’intenzione di prorogare la CIG Covid, e concedere nuovi bonus indirizzati alle partite Iva e ai liberi professionisti.

La Naspi spetta ai lavoratori dipendenti che hanno perduto involontariamente l’occupazione, compresi: apprendisti, soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative, personale artistico con rapporto di lavoro subordinato e dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni. Non possono, invece, accedere alla prestazione i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, operai agricoli a tempo determinato e indeterminato, lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa, lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato e i lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la Naspi.

“L’indennità di disoccupazione spetta a partire dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro”, ricorda quiFinanza, “se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno. Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se presentata dopo l’ottavo giorno successivo alla cessazione, ma entro i termini di legge”. I passaggi burocratici sono tanti, ad esempio, in caso di licenziamento per giusta causa, la Naspi spetta dal trentottesimo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro se la domanda viene presentata entro il trentottesimo giorno. Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se presentata oltre il trentottesimo giorno successivo al licenziamento, ma entro i termini di legge.

La Naspi inoltre è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi di contribuzione che hanno già dato luogo a erogazione di prestazioni di disoccupazione.
Al vaglio del Governo, tuttavia, l’idea di prolungare il periodo di fruizione della disoccupazione, con interventi mirati e finalizzati ad ampliare la prestazione. Lo scopo, come si evince dalle indiscrezioni, è quello di andare incontro ai lavoratori che, a causa della pandemia e dei ripetuti lockdown, hanno perso il lavoro e fanno fatica a trovare un altro impiego.

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