mercoledì, 28 Luglio, 2021
Società

Caf e Patronati, la crisi fa aumentare prestazioni e servizi. Appello ai ministri per un fondo a sostegno delle attività di assistenza sociale

Sono l’anello di congiunzione tra una folla di poveri, di persone immigrate, e anche di quella moltitudine di cittadini e pensionati che devono passare attraverso le richieste dell’INPS per contratti su badanti, assegni pensionistici e molto altro ancora. Si tratta dei Caf, ossia gli Istituti di patronato e di assistenza sociale che sono sottoposti alla vigilanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Proprio la crisi provocata dalla pandemia ha evidenziato il ruolo fondamentale dei patronati come strumento di coesione sociale avendo assicurato, sottolineano, la gestione di milioni di pratiche per bonus, indennizzi, ristori, cassa integrazione.

Quello dei Caf è un mondo complesso, attualmente sono costituiti 23 patronati, 19 tra essi aderiscono ai raggruppamenti: CE.PA (Centro Patronati). Tecnicamente o se vogliamo per statuto la costituzione degli Istituti di patronato e di assistenza sociale – Enti di diritto privato gestiti da Confederazioni e Associazioni nazionali di lavoratori – si inquadra nella funzione di assistenza ai lavoratori svolta dalle organizzazioni sindacali. Quindi un sistema di ascolto, di raccolta delle istanze e documenti che i cittadini devono indirizzare a numerosi Enti ed Istituti, tra i quali: Inps, Inail, Agenzia delle Entrate, etc. La crisi non ha risparmiato nemmeno i Caf tanto che chiedono per continuare ad assistere – nella lotta contro la burocrazia – milioni di cittadini, che il prossimo Decreto Ristori preveda uno stanziamento a favore del sistema dei patronati “per scongiurare di compromettere l’operatività di un servizio di rilevante utilità per i cittadini”. I patronati italiani hanno inviato una lettera ai ministri dell’Economia, Roberto Gualtieri, e del lavoro, Nunzia Catalfo sottolineando che l’intervento è assolutamente necessario per effetto delle minori entrate contributive che alimentano il sistema di finanziamento dei patronati.

La missiva è stata siglata dai patronati dei sindacati, dal Patronato Acli e da tutti quelli legati al mondo autonomo, artigianato, commercio e agricoltura (Patronato Epasa-Itaco, CNA-Confesercenti, 50&più Enasco Confcommercio, Inac Cia, Epaca Coldiretti, Enapa Confagricoltura, Inapa Confartigianato). In totale i patronati chiedono 71 milioni “per non pregiudicare gli standard di servizio garantiti negli ultimi anni”, scrivono. Il problema nasce proprio dalle ulteriori incombenze affidate ai patronati che hanno ampliato i loro servizi di assistenza sociale. Si tratta di lavoro che precedentemente non era previsto, “che rispecchia la dinamica di sviluppo dei servizi e tiene conto del cambiamento intervenuto nel tessuto socio-economico del paese”, puntualizzano nella lettera.

Ora guardando i servizi che offrono c’è un mondo dietro i Caf offrono attività di informazione, di assistenza e di tutela, anche con poteri di rappresentanza, in favore dei lavoratori dipendenti e autonomi. Un lavoro di assistenza che si estende ai pensionati, ai cittadini italiani, stranieri e apolidi presenti nel territorio dello Stato e dei loro superstiti e aventi causa, per il conseguimento in Italia e all’estero delle prestazioni (di qualsiasi genere in materia di sicurezza sociale, di immigrazione e emigrazione) erogate da amministrazioni e enti pubblici, da enti gestori di forme di previdenza complementare o da Stati esteri nei confronti di cittadini italiani. Inoltre, possono svolgere, senza scopo di lucro, attività di sostegno, informative, di servizio e di assistenza tecnica finalizzate alla diffusione della conoscenza della legislazione in materia di sicurezza sociale.

Gli Istituti di patronato e di assistenza sociale, proprio per il moltiplicarsi della loro sfera di azione, sono sottoposti alla vigilanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Attualmente sono costituiti 23 patronati, 19 tra essi aderiscono ai raggruppamenti: Ce-Pa Centro Patronati; Cipla: Comitato di Intesa tra i Patronati dei Lavoratori Autonomi; Cipas Coordinamento Istituti di Patronato e di Assistenza Sociale. Copas Coordinamento dei Patronati di Assistenza Sociale.
“Sottoponiamo alla vostra attenzione”, scrivono i patronati “questa richiesta nella piena consapevolezza della situazione complessiva del Paese e della dimensione dell’impegno economico che riteniamo necessario, senza il quale, sarebbe fortemente compromessa l’operatività di un servizio che si è già dimostrato essere uno strumento di particolare utilità per i cittadini in un momento così delicato”.

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