mercoledì, 3 Marzo, 2021
Economia

La sorpresa. La crisi travolge anche lotto, slot e sale giochi. Dopo il boom dei 100 miliardi incassati adesso il piatto piange

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Chi l’avrebbe mai detto, tuttavia, sono lavoratori anche loro, anzi metalmeccanici. Si tratta dei dipendenti della “Lottomatica” che si possono annoverare tra operai metalmeccanici.

Malgrado il settore di giochi, scommesse e lotterie, che farebbe intendere svago e passatempo, (talvolta una anticamera di guai patologici), subisce gli effetti economici della pandemia. Così a guardare bene anche il mondo del gioco che appariva sempre più in cresciuta ha subito una battuta di arresto. E, sono guai, per i lavoratori del settore che chiedono aiuto. Anche i sindacati nel caso la Fiom-Cgil sollecita sostegni per i periodi di blocco che hanno inciso sulle entrate delle società che gestiscono le scommesse. Una situazione paradossale perché tutte le varianti del gioco, – dai gratta e vinci, lotterie, superenalotto, scommesse sportive, lotto, macchinette, gioco online, ippica, bingo -, la raccolta di denaro versato dagli scommettitori supera i 100 miliardi. Si tratta di incassi, volendo fare paragoni, che sopravanzano la spesa per ospedali e sanità. Un massa di denaro che è molto di più di quello che lo Stato spende per la scuola, la ricerca, e molti altri settori produttivi. Due anni fa, – i conti sono quelli pubblicati sul “libro blu” dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Aams) – gli italiani hanno giocato 101,8 miliardi di euro. Una somma che contiene oltre 49 miliardi di giocato per le slot, ma anche, per esempio, circa 9 miliardi spesi per i gratta e vinci, e che include anche i soldi giocati nell’on-line.

Il giro economico come emerge dai numeri è notevole, complice anche la crisi economica che fa crescere le speranze di un colpo di fortuna o, comunque, di avere dal gioco qualche vincita per far fronte alle difficoltà economiche anche più spicciole. In questo scenario per quanto possa apparire paradossale la crisi colpisce anche i lavoratori del gioco e scommesse. Ad intervenire, a dimostrazione della gravità del problema, è la Fiom-Cgil che sottolinea come molte attività legate al settore delle sale gioco sono chiuse per decreto da mesi e, nulla si sa, sui tempi delle eventuali riaperture. “Migliaia di lavoratrici e lavoratori non hanno nessuna visibilità sulle prospettive aziendali e il settore non può essere tenuto chiuso all’infinito”, scrive Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale Lottomatica per la Fiom-Cgil.

C’è poi un fenomeno inedito, la massa dei giocatori in astinenza di scommesse si rivolge agli operatori internazionali on line perché durante il lockdown si è continuato a giocare privilegiando i canali digitali internazionali, con tutto quello che ne consegue sulla legalità e la fiscalità. A questa situazione si aggiunge la presa di posizione dell’Agenzia dei Monopoli che ha denunciato la ripresa delle attività illegali, un mancato introito di 4,5 miliardi di euro e possibili ricadute negative per le aziende del nostro Paese, a partire da: “Lottomatica per quanto riguarda le imprese metalmeccaniche”, sottolinea la Fiom. Stando a questa versione si profila un danno per il Paese, per i lavoratori e le aziende. Così la Fiom-Cgil sollecita l’intervento del Governo sostenendo il settore e le migliaia di persone che ci lavora. Quindi le richieste per il Recovery Found si moltiplicano. Se sarà dura uscire dalla crisi politica ci sarà poi da affrontare la crisi economica di un paese dove anche l’oro non luccica più.

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