domenica, 28 Febbraio, 2021
Economia

Pensioni 2021, scattano i tagli per “aggiornamento coefficienti”. Le riduzioni saranno di 170 euro l’anno per le pensioni più alte

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Il termine tecnico è “aggiornamento coefficienti di trasformazione del montante contributivo”, in parole più popolari, il significato è chiaro: i pensionati 2021 avranno una riduzione dell’assegno che varia secondo il tipo e l’ammontare della pensione. Secondo i calcoli del sindacato Uil, si perderanno fino a 170 euro all’anno per le pensioni più alte. La decurtazione dell’importo mensile, stando ai calcoli fatti dai Centri studi dei sindacati, riguarderà i lavoratori che accedono al trattamento previdenziale sulla scorta del solo calcolo contributivo. “Per chi va in pensione con il sistema misto”, spiegano gli analisti di qui Finanza, “ovvero coloro che avevano meno di 18 anni di contributi alla fine del 1995; il taglio è più ridotto perché ci sarà una parte della pensione calcolata con il sistema retributivo”. La parte tecnica del ragionamento per cui si è determinato il taglio richiede un certo sforzo di comprensione e concentrazione almeno per chi è a digiuno di nozioni fiscali. Si tratta comunque di questo calcolo.

L’ammontare dell’assegno previdenziale di alcuni contribuenti cambia in riferimento ai coefficienti di trasformazione cui si ricorre unicamente per il sistema contributivo. Il coefficiente, tuttavia, viene cambiato con l’adeguamento alla speranza di vita con effetti sull’importo dell’assegno pensionistico. Ci sarebbe da obiettare che il 2020 e il 2021 sono anni di piena pandemia quindi di aspettative di vita meno rosee, e di fatto coefficienti più complicati da calcolare. Tornando, tuttavia, al ragionamento fiscale, – che per ora non tiene conti degli effetti socio sanitari del COVID-19 – il ricalcolo è fatto perché i coefficienti di trasformazione decrescono in misura progressiva per bilanciare le ricadute positive che l’allungamento della vita avrebbe sul rateo.

Secondo i calcoli della Uil, i tagli comporteranno una riduzione degli assegni tra i 100 e i 170 euro per il rateo mensile per tutti quei pensionati che godranno di una pensione calcolata integralmente con il sistema contributivo.

I neopensionati che vanno incontro ai tagli sono ad esempio coloro che scelgono l’uscita con Opzione donna. Questo l’ammontare dei tagli in termini economici, che avrà il contribuente che accede nel 2021 alla pensione all’età di 67 anni riceverà 101 euro in meno su un assegno mensile lordo di 1.500 euro. In questo modo l’importo totale che per il 2020 era di 19.614 euro, passerebbe a 19.513.

Se sale l’importo mensile sale anche la quota “tagliata”. Sempre a causa della riduzione dei coefficienti di trasformazione, chi matura il diritto a un rateo mensile di 2.000 euro lordi perderà all’incirca 136 euro sull’importo complessivo previsto per il 2021 se rapportato a quello del 2020.

Con una pensione di 2.500 euro lordi al mese la differenza annua sempre a 67 anni per l’uscita è di 170 euro. Più alto è il valore lordo dell’assegno pensionistico, più alto sarà il taglio corrispondente e conseguente.

Con un’uscita dal lavoro verso la pensione a un’età più bassa, ad esempio a 62 anni, si perdono quest’anno rispetto all’anno scorso circa 70 euro lordi l’anno per chi ha 1.500 euro al mese di pensione, 94 per chi ha 2.000 euro lordi e 117 per chi ha 2.500 euro lordi circa. Cifre che finora non hanno suscitato critiche, risentimenti e proteste, segno anche dei tempi di grande incertezza economica ed occupazionale. Avere una entrata economica sicura è sempre meglio che navigare a vista, in un mare di incertezze.

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