lunedì, 17 Maggio, 2021
Società

Fine dell’amore. Dalle stelle propiziatorie di gioie coniugali di inizio anno al record di separazioni. L’Italia delle coppie che si dicono addio

Le stelle ad inizio di ogni anno, promettono sempre amore, felicità, e una infinità di affettuose premure. Sulla terra e più precisamente in Italia, per molte giovani coppie che decidono di convolare a nozze il futuro diventa con il tempo meno roseo del previsto. Un terzo arriva alla separazione con la fine dell’amore, e l’arrivo degli avvocati per la parte meno idilliaca della storia. Così anche se la cosa passa in silenzio, i guai non mancano, il 2020 è stato un anno impegnativo (sarebbe politicante scorretto con una pandemia in corso dire fortunato) solo per i consulenti matrimoniali. Così accade che ad inizio anno le classifiche dicono che le richieste di wedding planner sono gioiosamente in crescita in attesa della primavera e dell’estate. Poi finiti i tramonti estivi che portano in sé già i primi segni della tristezza, ecco che in autunno i cuori spezzati e le successive crisi di coppia con l’attivo di dicembre, fanno il botto finale. Le feste, al pari del lockdown, innescano sinistri e sempre più profondi scricchiolii nella vita di coppia. Così arrivano per evitare ulteriori traumi i terapisti di coppia.

La città con più crisi coniugali e problemi di cuore è Roma, mentre in Italia è Milano la città dove avvocati matrimonialisti e terapisti di coppia fanno il boom di consulenze. Per rimanere al nord ci sono Brescia e Bergamo.

Interessate sapere che al sud invece si preferisce rimanere sotto lo stesso tetto perché costa meno, anche se non si va più d’accordo. C’è di mezzo un dato significato, la disoccupazione femminile è altissima, così si cerca di mantenere un rapporto il più possibile distaccato ma civile.

Per chi può permettermelo c’è la terapia di coppia, per aiutare a risolvere i conflitti e in alcuni casi ad avere la possibilità di riprovarci superando le incomprensioni. Il capitolo rappacificazioni prevede un percorso tortuoso ma, si sottolinea, talvolta anche salutare, serve infatti a migliorare il dialogo e l’intimità. A riaprire il dialogo, a parlare di sesso, e del perché si è rotto il matrimonio.

Il costo del terapista che non è semplice, varia, oscilla dalle 60 euro alle 90 l’ora, con punte economiche al sud dove possono bastare 30-35 euro l’ora. Non sempre funziona, tuttavia in molti ci provano. Lo spettro talvolta più che la crisi affettiva è la realtà cruda: separarsi significa mantenere due case, pagare due condomini, raddoppiare le bollette. Poi in molti casi ci sono i figli e i traumi. Una difficoltà spesso enorme da gestire. Infine i numeri sono ancora più inclementi Secondo i dati Istat nel 94% dei divorzi viene stabilito che sia il padre a corrispondere l’assegno di mantenimento, che in media si attesta attorno ai 485 euro al mese. Inoltre, per motivi complessi e talvolta drammatici, circa l’80% delle separazioni sono chieste dalle donne.

Infine la sorte dei padri separati è molto dura, tanto che molti sono costretti a chiedere aiuto agli anziani genitori. Se non m, addirittura, tornare a vivere nella propria cameretta dove da ragazzi si sognava le bellezze del mondo degli adulti.

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