martedì, 19 Ottobre, 2021
Società

Onore alle nostre Forze Armate

Quando il Signor Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, quel martedì del 20 ottobre scorso decise di convocare il Consiglio Supremo di Difesa per il successivo giorno 27, per la trattazione dei due seguenti temi all’ordine del giorno, i malpensanti storsero il naso:

  • conseguenze dell’emergenza sanitaria sugli equilibri strategici e di sicurezza globali, con particolare riferimento alla NATO e all’Unione Europea. Aggiornamento sulle principali aree di instabilità e punto di situazione sul terrorismo transnazionale. Prospettive di impiego delle Forze Armate nei diversi teatri operativi;
  • prontezza, efficienza, integrazione e interoperabilità dello Strumento Militare nazionale. Bilancio della Difesa e stato dei programmi di investimento in relazione alla fluidità del contesto di riferimento e agli obiettivi capacitivi di lungo periodo.

Ora, forse, ne abbiamo le idee più chiare, quanto meno quella parte della popolazione che, per varie ragioni, ha dimestichezza con questi termini. 

Sappiamo che il nostro Presidente della Repubblica – è bene ricordarcelo -, tra le numerose funzioni indicate nella Carta Costituzionale di cui è garante, in base al disposto dell’articolo 87 “… è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità Nazione. Ha il `comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.”

Purtroppo, siamo tutti a conoscenza delle finalità dei preparativi in atto presso l’aeroporto militare di Pratica di Mare, a due passi dalla Capitale, a fianco della tenuta presidenziale di Castelporziano, diventato il Centro nazionale di stoccaggio dei vaccini contro il Covid-19, in arrivo dalle varie sedi di produzione per la distribuzione capillare sul territorio, secondo pianificazione.

Il generale Teo Luzi

Sono pronti a decollare gli aerei da trasporto delle nostre Forze Armate: Esercito, Marina, Aeronautica ed Arma dei Carabinieri. Di quest’ultima, forza armata dal 2000, è prossimo il cambio al vertice tra il generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri ed il suo subentrante parigrado Teo Luzi, attuale capo di stato maggiore dell’arma dal 2018. 

Il generale LUZI, nominato a tale incarico nei giorni scorsi dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, su proposta del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, subentrerà nel nuovo prestigioso e delicato compito nella metà del prossimo mese di gennaio, alla scadenza del mandato triennale del generale Nistri.

Noi, però, abbiamo la strana abitudine di accorgerci dell’esistenza e, più esattamente, dell’utilità, dell’importanza e della necessità delle nostre Forze Armate, solamente in alcuni particolari momenti, cioè quelli nei quali ci troviamo in serie difficoltà, non altrimenti risolvibili.

Ne chiediamo – a gran voce – il loro intervento in occasioni di disastri e di pubbliche calamità quali terremoti, alluvioni, incendi, ovvero per sopperire a disagi estremi anche per disservizi nelle pubbliche amministrazioni e di supporto in ordine pubblico quali nel modello di attività di polizia denominata “Vespri siciliani”, dal 1992 al 1998, in occasione delle due stragi di Capaci e di Via D’Amelio, in Sicilia, ovvero quella di “strade sicure” dal 2008, con l’impiego ancora perdurante  in entrambe le circostanze, di personale dell’Esercito ed in varie città della Penisola.

L’impiego simultaneo di Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri, con riferimento solamente date a noi più prossime, è avvenuto anche nel febbraio del 2012 per concorrere con le altre Forze a disposizione delle varie Prefetture per “Emergenza neve” che paralizzò molte località della Penisola, nonché in occasione della tragedia di Rigopiano, in Abruzzo, in data 18 gennaio 2017, ovvero solamente con l’impiego di alcune unità dell’Esercito per “Operazione  rifiuti” a seguito dell’emergenza contingente emersa, nel recente 2019, nella Capitale.

Possiamo definire le nostre Forze Armate i veri “Angeli custodi”, i nostri “Santi protettori” cui  siamo soliti chiedere aiuto nei momenti di bisogno in tempo di pace; ma lo sono state anche in tempo di guerra per ripristinare la pace; e se essa, infatti, perdura la dobbiamo alla loro silenziosa presenza, di cui la parata militare del 2 giugno ne è un momento di particolare visibile condivisione con la Nazione. 

Quest’anno, però, tale cerimonia non ha avuto luogo a causa di questo invisibile invasore, identificato poi nel COVID-19 che, servendosi dell’uomo, ha varcato i confini e si è insediato nei polmoni di migliaia di cittadini, provocandone  numerose vittime.

È proprio quest’ultimo episodio di particolare ed eccezionale gravità che ha fatto sentire nuovamente  l’esigenza di chiedere aiuto agli ANGELI CUSTODI dell’esercito, ai quali sono toccati compiti ingrati quali quelli di caricare sui loro autocarri migliaia di salme recuperate presso gli ospedali e luoghi di cura e riposo di alcune cittadine del Nord, colpite violentemente da questo mostro invisibile,  diretti poi – in fila – presso più cimiteri della Penisola.

La ricerca scientifica, immediatamente attivatasi, è riuscita – in tempi record – a dare i suoi impensabili risultati, producendo lo specifico vaccino anti-COVID19, che ha già raggiunto le numerose località della Penisola nella quantità per la vaccinazione delle prime 9.750 persone, secondo criteri predeterminati.

Le prime dosi del vaccino per il Covid-19 distribuite in Italia dall’Esercito e scortate dai Carabinieri

Il vaccino è giunto nella Capitale, proveniente dal Belgio, trasportato in un furgone speciale, nelle temperature prescritte, attraverso il valico del Brennero, scortato da pattuglie dell’Arma dei Carabinieri, secondo la programmata operazione “EOS” del Ministero della Difesa.

È una capillare operazione che vede, appunto, coinvolte contestualmente e congiuntamente le nostre Forze Armate, che hanno tutte  alle loro  spalle numerose e gloriose imprese e tanti esempi di altruismo, spirito di sacrificio e senso di umanità. 

All’Arma dei Carabinieri va il prestigioso merito della prima scorta di queste 9.750 fiale di vaccino dal Belgio all’ospedale Spallanzani di Roma per la successiva distribuzione e somministrazione ad altrettante persone, come appena detto.

È bene, altresì, ricordarci che le nostre Forze Armate, in virtù dell’articolo 11 della Costituzione, hanno precipuamente compiti di difesa e non di offesa. Esso, infatti, afferma che: 

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

Anche la Guardia di Finanza, pur non essendo specificamente Forza Armata, per la sua particolare identità giuridica di polizia economico-finanziaria a livello europeo, ne fa parte integrante, pur dipendente, in via prevalente, dal Ministro dell’Economia e delle Finanze. Essa è organizzata militarmente, il personale fregia le stellette ed  è soggetto al codice penale militare.

È, in effetti, presente in numerosi contesti ed aree operative anche fuori dei nostri confini, disponendo, altresì, di una flotta navale ed altra aerea, quest’ultima con una base proprio nell’aeroporto militare di Pratica di Mare. In questo contesto epidemico ne ha integrato tutti i dispositivi finalizzati all’osservazione delle specifiche norme vigenti.

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