mercoledì, 23 Ottobre 2019
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Altra Italia: unire vecchi e giovani

Ispirato, gentile e determinato. L’onorevole Gianfranco Rotondi, centrista puro sangue, ultimo porta bandiera della Dc o ex Dc in Parlamento, è l’uomo politico del giorno. La sua idea fissa di ricostruzione di un Centro moderato piace anche a Berlusconi che ha lanciato “L’Altra Italia”, il “laboratorio” Centrista, che punta a ridare al Paese idee moderate e ferrea concretezza.

Onorevole Rotondi lei dice: “Il leone si è svegliato”, perché Berlusconi ha deciso ora di lanciare il progetto de “L’Altra Italia”?
“Si tratta di un progetto e di una ambizione politica notevole, perché Berlusconi immagina di allestire una federazione di Centro chiamando a raccolta movimenti, associazioni, uomini di impegno e valore, uniti dal pensiero Cristiano, Liberale, Socialista. Una versione innovativa del Pentapartito ideato dalla Dc, un moderno aggiornamento di quei valori di sensibilità e idee diverse che possono convivere, che apriranno il solco della Terza Repubblica”.

Il fatto che la messa in campo de “L’Altra Italia” arrivi il primo Agosto, non le pare che abbia il sapore di una iniziativa balneare?
“No, anzi. Berlusconi ha scelto la strada più difficile in un momento delicato per il nostro Paese. Da sempre crede in un progetto Centrista, moderato e liberale. In fondo ha seguito un percorso che io e la Dc abbiamo già fatto”.

In che senso?
“Berlusconi è arrivato alle mie stesse conclusioni di democristiano: ossia valori e progetti ci sono ma bisogna attualizzarli. Sono stato l’ultimo parlamentare che è riuscito a riportare la Democrazia Cristiana in Parlamento e al Governo. Un fatto, anche nella sua dimensione minimalista, è stato politicamente significativo. I giornali tedeschi ne avevano colto l’interesse – scrissero parecchie e interessanti riflessioni – furono più attenti loro dei giornali italiani. Io ero al Governo come ultimo e come primo esponente democristiano. Lo ero per proseguire e insistere con dignità, attenzione, prospettiva su quei valori centristi, cristiani, liberali, sociali che la Dc aveva con sé Berlusconi oggi ha capito che bisogna avere una marcia in più, che bisogna creare nuovi spazi a Centro. Una iniziativa sincera e onesta, politicamente innovativa e non affatto comoda”.

In che senso: “non affatto comoda”?
“Nel senso che poteva dedicarsi solo e ‘comodamente’ a Forza Italia, ossia avere una continuità elettorale con numeri che gli avrebbero garantito comunque un ruolo e una presenza in Parlamento. Invece ha fatto un gesto responsabile e significativo chiamando a raccolta forze, associazioni e movimenti che hanno valori e progetti moderati. Si è lanciato in una iniziativa che ha un grande senso innovativo”.

Lei onorevole Rotondi ha una sua teoria sui giovani e sugli anziani. Dice che gli anziani guardano al futuro e possono occuparsi dei giovani che sono troppo impegnati a vivere. Cosa c’entra questo con il progetto Centrista di Berlusconi?
“Oggi in Italia gli ex elettori Dc, – quando la Democrazia Cristiana era una grande serbatoio elettorale -, hanno una età compresa tra 40 e i 90 anni. Questi ex elettori sono classe dirigente del paese, sono ovunque e solo loro possono occuparsi realmente dei giovani”.

In che senso?
“I giovani devono vivere e vivono la loro vita. Così per paradosso, sono più proiettati al futuro gli anziani. Tocca a chi ha i capelli bianchi occuparsi delle nuove generazioni che oggi hanno poco: i giovani non hanno un lavoro stabile e comunque oltre ad essere precario è una occupazione al di sotto delle loro aspettative; i giovani non hanno accesso al credito; i giovani sono costretti ad emigrare, i piccoli paesi di spopolano dei giovani. Insomma per forza di cosa di loro dovranno occuparsi gli anziani. Sono i vecchi che dovranno mettere in campo riforme, servizi, nuove opportunità per i ragazzi. Da sempre è così, anche se oggi viviamo in un epoca di esaltazione giovanilistica, non ci appare evidente che sono i vecchi a diversi occupare del futuro dei giovani. Questo ha capito e vuole realizzare Berlusconi, ossia rilanciare per le future generazioni i valori Cristiani, Liberali, Sociali; per proiettare in avanti il Paese”.

Lei è così convinto che i vecchi penseranno ai giovani?
“Certo, gli anziani piantano alberi che solo le future generazioni vedranno crescere”.

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