mercoledì, 25 Novembre, 2020
Economia

Fipe-Confcommercio: “Persi 33 miliardi”. Il premier Conte promette aiuti a fondo perduto

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“La previsione per la fine dell’anno è di una flessione di 33 miliardi di euro su 96 complessivi. Risultato: 60mila imprese del settore a rischio chiusura e oltre 300mila posti di lavoro in bilico”. Sono le cifre emerse durante l’assemblea annuale per via telematica per la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe), che ha posto come tema centrale la necessità di andare oltre gli interventi emergenziali, senza tuttavia trascurarne l’importanza, per individuare le misure necessarie a rimettere il settore su un sentiero di crescita.

“Il quarto trimestre dell’anno si chiuderà per il settore con una perdita di fatturato di 10 miliardi di euro, pari al 40%”, si legge nella relazione, “la previsione per la fine dell’anno è di una flessione di 33 miliardi di euro su 96 complessivi. Risultato: 60mila imprese del settore a rischio chiusura e oltre 300mila posti di lavoro in bilico”. “La Ristorazione tra sicurezza e sviluppo” è stato il tema centrale, al quale hanno partecipato in streaming tra gli altri, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, il ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Teresa Bellanova e il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

I lavori dell’assemblea sono stati aperti dal presidente della Fipe, Lino Stoppani, che, ha ricordato la manifestazione dei ristoratori di ottobre, sottolineando che: “da una parte le attività di pubblico esercizi non sono considerate non essenziali ma chiudendo i pubblici esercizi si vede come siano essenziali non solo in termini di occupazione e fatturato ma anche in termini di socialità”.

Un settore che, secondo Stoppani, deve essere aiutato con aiuti emergenziali e con interventi di natura strutturale correggendo le sue fragilità. “Chiediamo”, ha sottolineato il presidente della Fipe, “un rafforzamento dei ristori che devono essere rivisti perché insufficienti. Servono anche provvedimenti per stimolare domanda e investimenti: dal lato della domanda servirebbe un intervento, anche temporaneo, sull’Iva o ripristinare gli strumenti del cashback”. Il presidente Fipe ha chiesto anche l’allargamento del tax credit. A proposito degli interventi strutturali,  Stoppani ha osservato che attualmente, “c’è un accesso al mercato della ristorazione troppo facile e questo crea un’offerta eccessiva rispetto alla domanda. Bisogna dare dignità istituzionale a questo settore”. Secondo il presidente Fipe, “sarebbe necessario avere un unico ministro di riferimento, sennò facciamo la fine di un cane con troppi padroni che alla fine muore di fame. Quindi bisogna ripristinare il principio dello stesso mercato stesse regole, per ripristinare il principio della concorrenza leale”. Stoppani ha concluso il suo intervento ricordando l’importanza della formazione professionale per avere un settore sempre più qualificato.

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha ringraziato il presidente Stoppani, “per il suo grande impegno e la sua capacità alla guida della federazione dei pubblici esercizi”. “Guardavo il video”, ha proseguito Sangalli, “della manifestazione di piazza dei ristoratori del 28 ottobre, è stato un momento di cui andare orgogliosi”.

Il presidente ha voluto separare due momenti diversi dell’impegno della Confederazione per sostenere il settore della ristorazione: “Il primo per quello che è stato fatto, il secondo per quello che faremo”. “Abbiamo lavorato in questi mesi drammatici”, ha ricordato Sangalli, “portando a casa dei risultati certo non esaustivi ma con grande fatica e letteralmente guadagnati metro su metro. Da presidente della Confcommercio dico che sono risultati che devono essere potenziati con risorse adeguate, con cancellazione di tributi, con un più ampio credito d’imposta per le locazioni commerciali”.

“Sono richieste”, ha proseguito Sangalli, “che riguardano non la singola categoria dei pubblici esercizi ma che in realtà s’incrocia con elementi di turismo e di cultura. Le nostre imprese sono insostituibili fattori di crescita e di occupazione e di coesione sociale e territoriale”. “Ogni misura per cui ci siamo battuti”, ha aggiunto Sangalli, “ogni emendamento sul quale abbiamo lottato per far inserire va in questa direzione. I prossimi anni non saranno semplici, perché i nuovi lockdown peseranno sempre di più sulla ripresa economica. Preoccupa anche la stretta del credito dalle nuove regole della Ue”. Dunque, secondo il presidente di Confcommercio, servono “ristori e indennizzi subito e poi preparare il tempo della ripartenza. La Legge di bilancio e il Piano nazionale di ripresa e resilienza devono contenere provvedimenti per mettere in moto investimenti per far ripartire il Paese”.

“Continueremo con pazienza a costruire ponti”, ha concluso il presidente, “lavorando per puntare a qualcosa di ambizioso e credere che si possa sempre arrivare dall’altra parte. Piano del turismo, aumento della produttività, politiche attive per il lavoro, legalità e infrastrutture: il senso di queste richieste è uno solo: crescere nella rappresentanza per far crescere il Paese”.

L’assemblea 2020 di Fipe-Confcommercio quest’anno non chiude i battenti. Al contrario resterà aperta fino alla fine della crisi determinata dalla pandemia da Covid-19. Una decisione, quella dei vertici della Federazione Nazionale dei Pubblici Esercizi, tutt’altro che simbolica: l’obiettivo concreto è quello di mettere a disposizione dei 340mila imprenditori del settore un canale diretto per far arrivare la loro voce direttamente al governo, in una fase drammatica per la categoria.

“Il presidente del Consiglio e i ministri che sono intervenuti alla nostra Assemblea”, fa presente il Stoppani, “hanno ribadito il loro impegno per il nostro settore e questo per noi significa molto. Non solo perché la Fipe è stata riconosciuta come la casa di tutta la ristorazione italiana, ma perché da qui sono arrivate importanti novità”. La prima l’ha portata il ministro Franceschini, che ha ribadito l’intenzione di includere la ristorazione tra i beneficiari dei fondi del Recovery Fund destinati alla valorizzazione degli asset turistici. Un’indicazione importante quanto quella annunciata dal ministro Bellanova, che ha ribadito l’intenzione di proseguire i lavori del tavolo unitario presso il ministero dello Sviluppo economico per valorizzare la ristorazione quale componente fondamentale della filiera agroalimentare. L’ultima novità è arrivata con l’intervento del premier Conte, che, – riferisce infine una nota stampa della Fipe -: “si è preso l’impegno di incrementare i contributi a fondo perduto per le imprese che non possono lavorare a causa delle misure di contenimento della pandemia. Tutti impegni sui quali noi continueremo ad incalzare il governo. Perché le risorse messe in campo fino ad ora, seppur importanti, non sono sufficienti per garantire la sopravvivenza delle nostre imprese”.

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