lunedì, 30 Novembre, 2020
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Macroregione Mediterranea: l’innovazione indispensabile

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La Macroregione Mediterranea ha un ruolo fondamentale nella ricerca e nell’innovazione. Due settori che quotidianamente  sviluppano nuove idee per la salvaguardia del nostro pianeta e  per la nascita di nuovi settori professionali che possono apportare nuovi posti di lavoro e benessere sociale. Non c’è giorno in cui non vengono denunciati eventi catastrofici ambientali, umani ed animali scaturiti da una errata linea di condotta delle funzioni di ricerca e sviluppo di tecnologie, prodotti, servizi che da una parte hanno dato un immediata soddisfazione delle esigenze temporali ma parallelamente hanno fatto nascere quelli che oggi sono i disastri ambientali, in ultimo la pandemia che ha stravolto il mondo intero quale il COVID-19.
Un mondo senza futuro è un Uomo senza futuro. La capacità di altri Paesi a noi vicini, ha dimostrato soprattutto negli ultimi anni, come con un’attenta analisi, precisa della realtà in cui si vive, possa generare idee e sviluppare processi di miglioramento di vita dell’uomo e dell’intera società. L’Italia vanta da sempre un patrimonio intellettuale e scientifico davvero unico al mondo, ma purtroppo altro primato è quello della fuga di cervelli dal nostro Paese. Una fuga che non è di oggi, ma è figlia di una mancanza di visione globale dei governi e delle aziende che hanno sempre poco o nulla investito nella Ricerca e nello Sviluppo. Quando poi la Ricerca ha portato ad un benessere stabile hanno invertito la loro marcia, diminuendo il capitale previsto per gli investimenti. Oggi per fortuna anche l’Italia si è svegliata e vuole puntare sull’industria 5.0 istituendo un Fondo per interventi volti a favorire lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di intelligenza artificiale, blockchain e Internet of Things con una dotazione di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2021. Inoltre, per favorire l’ecosistema delle startup la Legge di Bilancio 2020 istituisce inoltre un Fondo per il sostegno al Venture Capital.

In materia di energia, la manovra autorizza innanzitutto la spesa di 40 milioni per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022 per potenziare ed accelerare il programma di riqualificazione energetica degli immobili della Pubblica amministrazione centrale. Prorogato l’accesso agli incentivi previsti per l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico per gli impianti di biogas fino a 300 KW, realizzati da imprenditori agricoli, anche in forma consortile, alimentati con sottoprodotti provenienti da attività di allevamento e della gestione del verde. E sempre a proposito di rinnovabili, la legge prevede infine che, ferma restando la natura giuridica di libera attività d’impresa dell’attività di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica, i proventi economici liberamente pattuiti dagli operatori del settore con gli Enti locali sul cui territorio insistono gli impianti alimentati da fonti rinnovabili restano acquisiti nei bilanci degli Enti locali, mantenendo tali accordi piena efficacia.

La Macroregione Mediterranea è a supporto di questa enorme chance, è motore sintonico, non discriminatorio, e monitora e divulga le possibilità di accesso alle risorse economiche dell’UE per la Ricerca e Sviluppo e Innovazione.

La Macroregione Mediterranea svolge un ruolo fondamentale portando a livello Europeo ed Internazionale le idee e l’industria 5.0, facendola diventare una nuova linea guida per lo sviluppo economico e sociale del Mediterraneo di cui Napoli ha una posizione geografica strategica e svolgerà il ruolo di Capitale.

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