martedì, 24 Novembre, 2020
Sanità

Appello a Speranza. I medici: reintegrare chi è stato licenziato per aver denunciato nella emergenza Covid carenze ed errori delle Asl

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“Ci rivolgiamo ancora una volta a Lei per segnalarle che si sono verificati alcuni incresciosi episodi a carico di medici ad altre figure sanitarie, colpite da provvedimenti disciplinari dalle aziende sanitarie presso cui lavorano, per aver evidenziato e denunciato su riviste giornalistiche le carenze organizzative sui luoghi di lavoro e la mancanza di dispositivi di protezione individuale”.

Nella Italia dove è possibile dire di tutto e di più, ecco che arriva una notizia destinata (forse) a fare scalpore. I medici e il personale sanitario (ossia gli stessi indicati pochi mesi fa come “angeli ed eroi”) quelli che hanno criticato in piena emergenza Coronavirus le Aziende sanitarie per le vistose carenze organizzative sui luoghi di lavoro e la mancanza di dispositivi di protezione individuali, ora hanno chiesto un aiuto al ministro della Salute, Roberto Speranza per evitare che siano nel mirino di drastici provvedimenti disciplinari. In molti casi, tra l’altro, già attuati con l’allontanamento dal lavoro di chi aveva fatto critiche e rilievi. Parliamo di quei medici che hanno lottato ed ora tornano in prima linea contro il moltiplicarsi dei contagi da Covid-19. L’appello lo hanno lanciato attraverso il gruppo Facebook “Coronavirus, Sars-CoV-2 e Covid-19 gruppo per soli medici”, che ad oggi conta 100 mila medici in Italia e all’estero. Nella lettera chiedono a Speranza, il ritiro dei provvedimenti disciplinari e il reintegro dei medici ed infermieri licenziati.

“Dall’inizio della pandemia in Italia, noi medici assieme agli infermieri e agli altri operatori sanitari siamo stati le persone più esposte all’altissimo rischio di contagio da SARS-CoV-2”, si legge nella lettera, “è noto a tutti i professionisti che non sempre, durante questa epidemia, ci siamo trovati a poter lavorare nelle migliori condizioni”. Così si è arrivati al paradosso: “l’inadempienza dei datori di lavoro si è trasformata in provvedimenti disciplinari, minaccia di licenziamenti e licenziamenti stessi, quando il lavoratore si è permesso di esprimere esplicitamente le carenze organizzative”, sostengono i medici, “per questo le chiediamo di intervenire, anche retroattivamente, a favore della tutela di tutto il personale sanitario colpito da provvedimenti disciplinari incongrui da parte delle varie aziende sanitarie, che possono inficiare la serenità lavorativa già gravemente compromessa dall’epidemia stessa”. Insomma chiedono di uscire da una situazione che appare una beffa, e, se non sarà trovata una soluzione, rischia di avere due effetti dirompenti la cacciata di chi ha messo in evidenza carenze e incongruenze e nel contempo perdere dalle corsie il già carente personale sanitario e di medici.

Presentiamo di seguito il testo inviato al Ministro Speranza

Egregio Ministro Speranza,
Siamo i moderatori del gruppo Facebook “Coronavirus, Sars-CoV-2 e COVID-19 gruppo per soli medici” (https://www.facebook.com/groups/Coronavirusmediciitaliani/), che ad oggi conta oltre 99mila medici in Italia e all’estero.
Fin dallo scorso febbraio quando la drammatica, intensa e convulsa emergenza sanitaria del COVID-19 ha investito direttamente il nostro Paese, lo scopo della nostra comunità virtuale è di condividere informazioni di carattere medico-scientifico sulle peculiarità del virus SARS-CoV-2, sulla diagnosi della malattia che ne deriva, COVID-19, e sui possibili trattamenti farmacologici. Avere un confronto serrato e continuo delle esperienze acquisite dai vari membri direttamente sul campo e condividere articoli scientifici pubblicati nella letteratura internazionale, sono elementi alla base della crescita formativa del gruppo.
Ci rivolgiamo ancora una volta a Lei per segnalarle che si sono verificati alcuni incresciosi episodi a carico di medici ad altre figure sanitarie, colpite da provvedimenti disciplinari dalle aziende sanitarie presso cui lavorano, per aver evidenziato e denunciato su riviste giornalistiche le carenze organizzative sui luoghi di lavoro e la mancanza di dispositivi di protezione individuale. Ci sono giunte, inoltre, segnalazioni di sanitari minacciati di provvedimenti disciplinari a seguito di diffusione di printscreen da gruppi Facebook privati e dedicati al COVID-19, come il nostro, o da Whatsapp.
Da un post a tema lanciato sul nostro gruppo Facebook si è evinto che in alcuni casi la minaccia di questi provvedimenti è stata finanche causa di dimissioni da parte dei medici interessati.
Questi provvedimenti frequenti e diffusi nelle varie aziende sanitarie italiane, sia pubbliche che private, appaiono, a nostro avviso, come un abusivo esercizio del potere disciplinare, nei confronti del personale sanitario che si è sempre impegnato in prima linea per la vita del singolo cittadino a rischio della propria.
Al burn-out derivante dalla gestione in prima linea dell’attuale emergenza sanitaria, dunque, per i medici e il personale sanitario tutto si aggiunge lo stress legato ai provvedimenti disciplinari subiti dalle aziende sanitarie.
Le chiediamo, pertanto, di intervenire, anche retroattivamente, a favore della tutela di tutto il personale sanitario colpito da provvedimenti disciplinari incongrui da parte delle varie aziende sanitarie, che possono inficiare la serenità lavorativa già gravemente compromessa dall’epidemia stessa.
Esprimendo la nostra fiducia, certi di poter contare sul Suo appoggio, La salutiamo cordialmente.
I moderatori del gruppo Facebook “Coronavirus, Sars-CoV-2 e COVID-19 gruppo per soli medici”.

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