lunedì, 30 Novembre, 2020
Economia

La ripresa. Confcommercio: i consumi natalizi valgono 116 miliardi. Grande occasione per le imprese

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L’attesa carica di aspettative di “ansia e paura” è per il commercio natalizio. Dicembre è il mese chiave per molte attività, un balzo nei consumi significa recuperare introiti che oggi sono per molti esercizi la sopravvivenza e una speranza in più per ripartire. Lo spettro delle chiusure, le avvisaglie di possibili nuove serrate per ora viene accantonato e la Confederazione dei commercianti prova ad avere un po’ di ottimismo. Secondo l’Ufficio Studi, “i consumi di Natale rimangono centrali nella spesa degli italiani”. “Il prossimo Natale potrebbe costituire per milioni di famiglie una grande occasione per effettuare acquisti desiderati e rimandati”, fa presente la Confcommercio che è comunque molto cauta sugli sviluppi. E incrocia le dita.

“La situazione legata all’emergenza coronavirus non consente molte previsioni per il futuro prossimo soprattutto rispetto a quella che sarà la situazione sanitaria”, spiega la Confederazione, “il periodo natalizio quest’anno sarà estremamente delicato con un pesante carico di ansie, paure ma anche speranza e fiducia per l’anno che arriverà”.

C’è, tuttavia, anche molta curiosità su quello che sarà l’andamento dei consumi di Natale che da sempre sono centrali nella spesa degli italiani.

Un mese strategico che potrebbe se tutto va bene ridare ossigeno al settore che vive una situazione difficile e inedita.

Solo nel mese di dicembre la spesa complessiva per consumi vale circa 110 miliardi di euro, ed è la stima riferita al 2019; su un totale annuo di 900 miliardi. “Partendo da questo dato”, l’Ufficio Studi Confcommercio sottolinea, “considerato che nel 2020 si avrà a consuntivo una perdita rilevantissima di spesa pari a 116 miliardi di euro, che impatterà anche su dicembre, il prossimo Natale, anche per la grande quantità di risparmio forzoso accumulato dagli italiani durante il lockdown, potrebbe costituire per milioni di famiglie una grande occasione per effettuare acquisti desiderati e rimandati”. Il ritorno ai consumi significherebbe innescare una spirale di ottimismo di cui si beneficerebbero anche i conti dello Stato, con un maggiore introito di entrate.

“Se prevarrà la prudenza sulla paura”, osserva infine l’Ufficio Studi della Confcommercio, “si potrebbero osservare favorevoli sorprese in concomitanza con le prossime festività. Con qualche conseguente e importante sollievo sulle finanze pubbliche in termini di maggiore gettito”.

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