martedì, 22 Settembre, 2020
Politica

Amatrice, duello sulla ricostruzione. Il sindaco contro il commissario Legnini

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Cosa succede ad Amatrice? Da 4 anni, data del terribile sisma che ha sconvolto la popolazione e il resto d’Italia, la ricostruzione, come noto, è ancora al palo, i numeri sono sconfortanti e la città continua ad essere la vittima sacrificale delle passerelle mediatiche di Conte, dei politici di destra e sinistra, del presidente della Regione Lazio Zingaretti, e di tanti altri. I Tg si ricordano di Amatrice solo in occasione del Natale, del Capodanno, delle vacanze e delle messe.

Ma dopo le sceneggiate, le promesse, la mistica dell’ascolto, nessun fatto. Macerie ancora in giro, cantieri ridotti all’osso, abitanti ancora condannati a vivere di stenti dentro le Sae. Il futuro resta un optional.
E come se non bastasse, il sindaco di Amatrice ha utilizzato il Covid per giustificare la lentezza amministrativa (“i cantieri sarebbero un pericolo per la salute”), e la chiusura estiva (uffici al minimo) delle porte del Comune.

Tutti ricordano, inoltre, la figuraccia che ha fatto di fronte ad una concittadina, colpevole di lamentarsi davanti a Conte. Non solo ha tentato di azzittirla con paternalistica durezza, ma si è messo a fare pure il difensore d’ufficio della politica e del Palazzo, dicendo che lui era vicino, capiva il “vostro dolore”. Come se il dolore degli amatriciani sia una cosa diversa rispetto al ruolo del sindaco che dovrebbe rappresentarli.

Ma questo è passato recente. Andiamo alla cronaca odierna. Qualche giorno fa le cose sono andate ben oltre. Il commissario Legnini ha elaborato una sua proposta in linea col processo di semplificazione e sburocratizzazione da lui avviato, per la ricostruzione veloce del centro storico di Amatrice. Una proposta che si avvale, tra l’altro, dei poteri speciali che il commissario può utilizzare. Un’occasione storica per ripartire alla grande. Per eliminare le operazioni e procedure al momento impantanate.

E cosa fa il sindaco, Fontanella, un tempo sodale di Pirozzi (oggi non più)? Secondo la denuncia del gruppo consigliare di opposizione, ignora la sua proposta. “Evidentemente – spiega l’ex sindaco Filippo Palombini, che guida il gruppo – Fontanella non vuole da noi un modello “ponte di Genova”. Una denuncia che sottintende un legittimo sospetto: “Cosa c’è dietro? Ci si chiede – continua Palombini – come sia possibile, dopo anni di lotte per la ricostruzione, che al contrario della proposta “veloce” di Legnini, si continui a proseguire sulla strada impervia, già fallimentare, di un piano attuativo che richiede anni di attesa”.

“Non vorremmo – questa è l’accusa – che dietro questa resistenza ci siano interessi di parte e non della comunità”.

E infine, “come mai i cittadini vengono tenuti all’oscuro, non vengono informati, coinvolti?”. I consiglieri sono pronti a scendere in piazza e hanno rivolto un appello al sindaco perché apra le porte del Comune e si decida a comunicare le sue scelte ai cittadini. “Altrimenti dal ponte di Genova, si passerà al ponte di Messina. Cioè una ricostruzione da sogno, nei sogni”.

(Lo_Speciale)

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