lunedì, 28 Settembre, 2020
Manica Larga

Il futuro degli Stati Uniti d’Europa passa dal digitale

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Cambiare pelle. Trasformare. Innovare. Il processo di definizione della nuova Europa passa dal digitale. La pandemia ha, infatti, terremotato i vecchi modelli di business ponendo la necessità di una riorganizzazione complessiva del tessuto produttivo europeo nella prospettiva, di più ampio respiro, di una politica industriale coerente e di un quadro normativo unitario. 

Il lockdown ha chiuso le persone in casa e accelerato il processo di digitalizzazione dei mercati. Dal commercio elettronico alla ristorazione passando per l’educazione, la pandemia ha cambiato le regole del gioco. I giganti del tech ne hanno approfittato e i mercati hanno apprezzato. I titoli azionari tecnologici volano e aziende come Apple, Amazon, Alphabet, Microsoft e Facebook hanno dato via al risiko di fusioni e acquisizioni dritti verso l’ipertrofia di mercato.

L’Europa non ha ancora mostrato i muscoli. Infatti, se da un lato solo un’azienda su cinque può dirsi altamente digitalizzata, nove PMI su dieci non hanno ancora cominciato il percorso di innovazione e, oggi come oggi, restare indietro sul tema del digitale è un lusso che non ci si può più permettere. 

Inoltre, “Per poter competere a livello internazionale è necessario un gioco di squadra, sviluppare le eccellenze territoriali già nate e farne crescere di nuove,” ha affermato il Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano. 

Da qui, l’idea di costruire una rete di poli di innovazione digitale, gli European Digital Innovation Hub, distribuiti sui territori nazionali ma integrati a livello comunitario con l’obiettivo di affiancare gli imprenditori nel delicato processo di adozione in sicurezza di tecnologie avanzate: intelligenza artificiale, sicurezza informatica, big data e sistemi di calcolo ad alte prestazioni.

“Si realizza così una rete di nodi distribuiti sul territorio italiano ma integrati nella rete europea della ricerca e dell’innovazione che va a rinsaldare un forte legame anche con le iniziative svolte in ambito regionale”, ha spiegato il Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi. 

Sul piatto, oltre 9 miliardi di euro utili a coprire il periodo 2021 – 2027 e l’opportunità, per i campioni di innovazione come centri di ricerca, università e organizzazioni all’avanguardia, di aggregarsi in consorzi per guidare il processo di cambiamento.

In Italia, la piattaforma istituzionale necessaria alla creazione di questi poli è rappresentata dal protocollo d’intesa siglato lo scorso mese di agosto tra il Ministro dello Sviluppo Economico, il Ministro dell’Università e della Ricerca e il Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione. Così le organizzazioni interessate adesso avranno tempo fino al 24 settembre per avanzare la propria candidatura. Il bando è sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico. 

Il Ministro Stefano Patuanelli ha dichiarato che si tratta di “Una occasione molto concreta per ‘fare sistema’ in un’azione cruciale per il nostro futuro.”. Per questo, ha aggiunto, “Mi aspetto candidature di grande qualità grazie all’impegno del mondo delle imprese e delle Università e dei centri di ricerca.”

Che sia la volta buona per mettersi in viaggio verso la costituzione degli Stati Uniti d’Europa? Se ogni cammino comincia con il primo passo, la direzione intrapresa sembra quella giusta. 

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