martedì, 26 Ottobre, 2021
Attualità

I problemi alle porte

Sarà la scuola la prima delle questioni sulle quali si dovrà misurare la capacità, ma anche l’inventiva, di Governo, Regioni e poteri locali di garantire per tutti gli studenti la possibilità di fruire di un diritto fondamentale: quello all’istruzione.

Le difficoltà, quelle logistiche, stanno soprattutto nell’esigenza di adottare soluzioni che rispettino le cautele sanitarie imposte dalla pandemia: non saranno ammissibili, confusioni, scarico delle responsabilità e ritardi quali quelli, già previsti, di una fornitura completa di un ingente quantitativo di banchi monoposto.

La risoluzione delle questioni logistiche diventa così preliminare alla necessità, ben più rilevante di una vera e profonda riorganizzazione del sistema dell’istruzione superando anche le resistenze di quelle organizzazioni sindacali che più inducono a forme di tutela di tipo corporativo.

Sul cammino faticoso e difficile del Governo ci sono però altri due problemi di non poco conto.

Il primo riguarda l’organizzazione e la fisionomia dei progetti di sviluppo e di tutela del lavoro legati ai fondi straordinari di derivazione comunitaria; il secondo, l’avvicinarsi del referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari che sta creando un crescente malessere non solo nel Pd, che chiede l’adozione di una legge elettorale calibrata sull’innovazione, ma anche in altri partiti sia della maggioranza sia della minoranza.

Sullo sfondo, ci sono contemporaneamente al referendum elezioni regionali e locali i cui risultati avranno comunque un loro peso sulla situazione politica: una situazione nella quale emerge, ancora una volta, l’incapacità e l’irrisolutezza delle forze politiche a leggere il futuro e a programmare così le loro scelte.

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