mercoledì, 21 Ottobre, 2020
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Scuola in difficoltà. Fondi agli uffici scolastici, i sindacati attaccano: scelte diverse da quelle concordate. Apertura? Finora solo annunci e manca un piano B

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Una notizia buona e una cattiva per il mondo della scuola che attraversa giornate dure tra polemiche, spiragli, incertezze e timori per la possibile ripresa dei contagi. Partendo da quella “cattiva” in queste ore c’è un irrigidimento nelle relazioni tra Ministero e sindacati per una iniziativa “unilaterale” ministeriale. “Senza alcun ulteriore passaggio di informativa”, sottolinea con disappunto la Flc-Cgil, “il Ministero dell’Istruzione ha inviato agli Usr (Uffici regionali scolastici) il decreto interministeriale del 10 agosto di distribuzione dei fondi diverso da quello inviato alle organizzazioni sindacali.

Le differenze riguardano la colonna determinata dal parametro delle particolari esigenze” manifestate dagli USR, in cui la distribuzione, fermo restando l’importo complessivo, è variata da regione a regione, secondo un criterio che fin dal primo momento abbiamo criticato per la discrezionalità e la mancanza di trasparenza”.

A seguito di questa “grave mancanza”, le organizzazioni sindacali hanno richiesto alla Ministra Azzolina un incontro urgente per chiarire all’Amministrazione l’importanza di corrette relazioni sindacali.

La notizia buona, invece, sono i fondi per la Formazione..Le risorse accreditate alle scuole sono quelle per il Miglioramento dell’offerta formativa (Mof). I soldi sono stati accreditati sui Pos delle scuole che potranno finalmente liquidare i compensi accessori al personale docente e ATA per le attività integrative e aggiuntive svolte nell’anno scolastico 2019/2020”.

“Purtroppo”, sottolineano i sindacati, “ogni anno, a causa dei ritardi del MEF, le risorse spettanti alle scuole non vengono accreditate in tempo utile per consentire che i compensi per le attività accessorie del personale vengano liquidate nei tempi fissati dal Ccnl, ovvero entro il 31 agosto di ogni anno”.

Ad intervenire è Flc-Cgil, “per chiedere il rispetto delle norme contrattuali e finalmente risulta che i finanziamenti previsti sono stati assegnati alle scuole che, anche in considerazione del periodo feriale, potranno successivamente procedere alla liquidazione dei compensi”. Il capitolo che domina le cronache di queste ore rimane l’incertezza su come le scuole riapriranno i battenti. Per la Cisl “tutto vola sulle ali del vedremo, valuteremo, decideremo”, dice Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl Scuola, in merito alla riapertura della scuola a settembre, “Siamo a meno a meno 20 giorni per la scuola dell’infanzia della Lombardia e ancora non sappiamo se ci sarà un cancello aperto. Mancava un consistente piano d’azione e lo  sapevamo tutti”. “Purtroppo non c’è neppure un piano B”, sottolinea Gissi, “In compenso siamo al sesto/settimo monitoraggio e in ogni rilevazione si  sollecita attenzione e gestione oculata delle risorse perché la Corte Dei Conti e il Mef sono in agguato. Mi chiedo quando proporranno alla protezione civile di intervenire con procedure d’urgenza (tensostrutture, arredi e requisizione di spazi)”.

“I numeri degli investimenti scanditi in ogni intervista come si fa in un’asta, con la cifra più alta solo per colpire il  pubblico televisivo, sono assolutamente insufficienti”, calcola Gissi, “Meno di 1 miliardo potrebbe servire per 10.000 collaboratori  scolastici su 8.200 istituzioni scolastiche. Per l’insegnamento il calcolo potrà vedere l’assegnazione di supplenti solo nei circoli  didattici: 32 mila docenti infanzia/primaria da distribuire tra più di  170 mila sezioni e classi”.

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