giovedì, 24 Settembre, 2020
Attualità

Lo “scandalo” Bonus partite Iva. Quando la grancassa mediatica abbatte buone e cattive pratiche

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Parlamentari e amministratori nel mirino: c’è chi ha approfittato e va sottolineato. Le esagerazioni diventano arma diversiva, mentre si è parlato poco o niente di 6.3 miliardi dati alla Fca garantiti dallo Stato e i 3 miliardi ad Alitalia. La politica ha le sue responsabilità ma attenti anche ai furboni.
Forse 5, o forse 3, poi fatti tutti i conti potrebbero essere duemila tra parlamentari, amministratori regionali, sindaci assessori e consiglieri. Nella calda e inquieta estate dominata dalla risalita dei contagi, dal possibile ritorno delle mascherine in luoghi aperti, e dalle previsioni nere sull’economia d’autunno, nel Paese irrompe su ogni cosa il “peccato” politico perfetto per l’antipolitica il Bonus Iva, lo “Scandalo” degli scandali: rullo di tamburi: ecco le aperture di giornali e TG, si grida allo sfacelo morale: tre o forse 5 parlamentari hanno usufruito del Bonus Iva. Tutto vacilla: politica, leader, istituzioni, Inps, Privacy. Un fatto certamente disdicevole, moralmente difficile da spiegare, proprio dai più puri e duri, politici di cui nemmeno si conosceva l’esistenza additati come “insaziabili”, sorpresi a fare la “scarpetta” o come dicono alcuni a “fare beneficenza”, con soldi che dovevano andare ai poveri cristi dell’ex ceto medio dei professionisti delle partite Iva. Quelli che per il blocco imposto dai contagi rimasti senza lavoro e introiti. Insomma i 5 (tre) parlamentari hanno preso soldi previsti per altri. Si tratta di pochi euro ma dal peso imbarazzante per loro per le loro carriere politiche oggi naufragate e per i partiti. Ma detto questo pare già abbastanza sul piano morale e personale. Nel merito economico il danno non è certo un disastro per le casse dello Stato, parliamo per i parlamentari complessivamente di circa 3 mila euro, ma l’immagine della politica già così compromessa nell’opinione pubblica ne esce deturpata.
Detto questo però vanno fatte anche le dovute proporzioni mediatiche. Sono giorni che pagine e paginoni, aperture di telegiornali e radio giornali si alimentano rincorrendosi con titoli sempre più veementi con il desiderio di pubblica caccia al parlamentare “furbetto”. La gogna mediatica ha trovato materia per l’esposizione al ludibrio pubblico. A servire la pistola fumante un quotidiano, il cui editore se ricordiamo bene nelle scorse settimane ha chiesto ed ottenuto per la sua azienda un prestito d 6.3 miliardi di euro dalla banca Intesa Sanpaolo, denaro garantito dalla Sace ossia dallo Stato Italiano. Fatto che avrebbe meritato anche qualche approfondimento a beneficio della tanto esaltata opinione pubblica, il prestito è stato invece ridotto a qualche osservazione di sfuggita sottolineata dal fatto che la Fca utilizzerà la linea di credito per “un ampio piano di investimenti per l’Italia”.
Vedremo se così sarà, naturalmente c’è lo auguriamo così come lo Stato non abbia a rimetterci. Meritava un po’ più di spazio sui giornali anche la “insaziabile” Alitalia che attraverso la sua nuova società avrà – per l’ennesima volta una pioggia di centinaia di milioni di euro – infatti ci sono già pronti 3 miliardi previsti per il suo rilancio che “collocano il vettore tricolore in cima alla classifica degli aiuti per passeggero”. Sono solo due esempi, e noi non facendo parte del coro degli odiatori mediatici, rimaniamo alla speranza che tutto vada bene. Quello che desta stupore tra il caso dei furbetti del Bonus Iva con tutto il clamore suscitato per i parlamentari e il quasi silenzio sul resto. Viene da pensare che qualcosa sfugge alla normale razionalità e proporzione dei fatti. Da aprile ad agosto e da ora a fine anno sentiremo parlare per centinaia di volte ancora di bonus, Superbonus, di incentivi, di sostegni economici a fondo perduto. Aiuti sacrosanti ma c’è qualcuno che controlla? C’è chi potrebbe dire: attenzione ci sono anche furbetti e furboni? Noi non vediamo questa opera di serietà e attenzione.
Così tra un bonus giusto e altri inutili, constatiamo che in agricoltura e per l’imminente vendemmia la Coldiretti si sgola, inutilmente, a cercare con ottime offerte di salario dei lavoratori che non si trovano. Sarà che a parte chi davvero ha bisogno, pensiamo ai commercianti, alle piccole imprese, agli agricoltori, agli artigiani, ai milioni di professionisti che davvero hanno necessità di sostegno economico ci siano parlamentari o meno, c’è chi ne approfitta, e per dirla con le parole forti di un nostro prestigioso antenato, il senatore Marco Tullio Cicerone: “La gente dovrebbe imparare di nuovo a lavorare, invece di vivere a spese della pubblica assistenza”. E, per dare l’esempio ad iniziare dai Parlamentari.

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