

Presidente Nicolò Mannino, Vice Presidente Salvatore Sardisco, autorità civili, militari e religiose, rappresentanti della Magistratura, delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate, del mondo della scuola e del volontariato, giovani, cittadini, amici del Parlamento della Legalità Internazionale, avrei desiderato essere ad Assisi e a Nocera Umbra insieme a voi, condividere queste giornate, incontrare i vostri sguardi e ascoltare le vostre testimonianze.
Non poter essere presente mi dispiace profondamente. Ma vi sono occasioni nelle quali la distanza non coincide con l’assenza. È con questo sentimento che desidero raggiungervi idealmente e rivolgere il mio saluto al Presidente Mannino, al Vice Presidente Sardisco, agli organizzatori e a tutti voi.
“Insieme sul sentiero della Pace per divenire artigiani di Bellezza”. È un titolo che contiene già un programma. Insieme. Pace. Bellezza. Tre parole semplici, ma impegnative.
Ed è particolarmente significativo che questo cammino attraversi Assisi. Ci sono luoghi che non appartengono soltanto alla propria storia, ma parlano alla coscienza di tutti. Assisi è uno di questi. Dalla terra di Francesco continua a giungerci un messaggio che attraversa il tempo: la pace non nasce soltanto dalle parole. Nasce dal riconoscimento della dignità dell’altro, dal dialogo, dal rispetto, dalla capacità di sentirci parte della stessa comunità.
Ed è qui che la pace incontra la legalità.
Ho sempre ritenuto che la legalità non possa essere ridotta alla semplice osservanza delle norme. Le regole sono indispensabili, ma da sole non bastano. Occorrono coscienze responsabili, capaci di distinguere ciò che è consentito da ciò che è giusto e di comprendere che la libertà di ciascuno trova il proprio limite e, insieme, il proprio significato nel rispetto degli altri. La legalità, dunque, non vive soltanto nei codici o nelle aule di giustizia. Vive nelle scelte quotidiane. Vive nel comportamento che teniamo quando nessuno ci osserva. Vive nel modo in cui custodiamo ciò che appartiene a tutti.
Per questo trovo particolarmente significativa l’espressione “artigiani di Bellezza”. L’artigiano non si limita a contemplare. Lavora. Corregge. Ricompone. Sa che ciò che deve durare richiede tempo, competenza e pazienza.
Essere artigiani di bellezza significa allora prendersi cura della società: costruire fiducia, rendere credibili le istituzioni, trasformare le differenze in dialogo, creare opportunità, ricucire ciò che si è spezzato. In questa prospettiva assume un significato particolare l’inaugurazione, a Nocera Umbra, dell’Ambasciata “Il respiro della bellezza”, lungo un cammino ideale che si unisce all’Ambasciata dell’Umiltà e della Bellezza di Assisi. Perché esiste una bellezza che possiamo ammirare nei paesaggi, nelle piazze, nelle chiese e nelle opere dell’ uomo. Ma esiste anche una bellezza civile. È bello uno Stato che mantiene la parola data. È bella un’istituzione che sa ascoltare. È bello chi indossa una divisa e vive la propria autorità come servizio. È bello un insegnante che accende con una domanda la mente di un ragazzo. È bello un
volontario che sceglie di non voltarsi dall’altra parte. È bello un giovane che partecipa invece di restare indifferente. Questa è la bellezza che una comunità può costruire.
E forse proprio la composizione di questa platea ne offre oggi un esempio concreto. Qui si incontrano magistrati, appartenenti alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate, amministratori, rappresentanti delle istituzioni e del mondo ecclesiale, insegnanti, volontari, cittadini e giovani. Ruoli diversi, ma una responsabilità comune: contribuire, ciascuno per la propria parte, a rendere più giusta e più credibile la vita collettiva. Chi esercita una funzione pubblica custodisce la fiducia dei cittadini. Chi amministra, chi giudica, chi protegge, chi educa, chi serve lo Stato è chiamato ogni giorno a trasformare quella fiducia in comportamenti coerenti.
E proprio per questo desidero rivolgere un pensiero alle tante donne e ai tanti uomini che svolgono il proprio compito lontano dai riflettori, con disciplina, serietà e senso del dovere.
Ma permettetemi di rivolgermi soprattutto ai giovani presenti.
Non voglio dirvi semplicemente che siete “il futuro”. Voi siete già il presente. Le vostre scelte hanno già un peso. Il modo in cui reagite a un’ingiustizia, il modo in cui trattate chi è più fragile, la capacità di non seguire il gruppo quando il gruppo sbaglia: tutto questo contribuisce già a definire la società nella quale viviamo. Siate esigenti con le istituzioni. Pretendete competenza, correttezza e credibilità. Ma siate altrettanto esigenti con voi stessi. Non delegate interamente agli altri il compito di costruire il Paese che desiderate. La democrazia vive infatti non soltanto nelle istituzioni, ma nella partecipazione consapevole dei cittadini.
Ecco perché il X Convegno Nazionale del Parlamento della Legalità Internazionale non dovrebbe concludersi con la fine degli incontri di Assisi e Nocera Umbra. Il vero cammino inizierà quando ciascuno tornerà nella propria città, nel proprio ufficio, in tribunale, in caserma, a scuola, in parrocchia, in un’associazione, nella propria famiglia. Sarà allora che le parole ascoltate in questi giorni dovranno diventare comportamenti. Perché la pace non si può soltanto invocare.
La legalità non si può delegare. La bellezza non si può soltanto contemplare. Sono tutte realtà che chiedono partecipazione, coerenza e coraggio. Continuiamo allora questo sentiero, consapevoli che nessun gesto rivolto al bene comune è troppo piccolo per essere importante. Facciamolo nei ruoli che ricopriamo, nelle istituzioni che rappresentiamo e nella nostra vita quotidiana. Facciamolo insieme. Perché una società più giusta non nasce dalle dichiarazioni solenni, ma dalle scelte concrete di donne e uomini che decidono di non rimanere spettatori. Ed è così che possiamo diventare ciò che questo Convegno ci invita ad essere: artigiani di pace, custodi della legalità e costruttori di quella bellezza civile di cui il nostro tempo ha bisogno.
Con questo auspicio, saluto caramente tutti.
Generale di Corpo d’Armata della Riserva Domenico Rossi Già Sottocapo dello Stato Maggiore dell’Esercito
Già SSS alla Difesa
Attualmente Consigliere del Ministro della Difesa





