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Migranti, tensione al confine tra Marocco e Ceuta: lacrimogeni contro un nuovo tentativo di ingresso

Rabat schiera migliaia di agenti e blocca le principali vie d’accesso a Fnideq. Intercettati 148 migranti, 128 dei quali provenienti dall’Africa subsahariana
domenica, 16 Agosto 2026
2 minuti di lettura

Le forze di sicurezza marocchine hanno disperso con i gas lacrimogeni un gruppo di migranti che, nelle scorse ore, ha tentato di raggiungere la frontiera con Ceuta, l’enclave spagnola sulla costa nordafricana. L’operazione è avvenuta sulle alture alla periferia di Fnideq, la città conosciuta come Castillejos durante il protettorato spagnolo, a sud-ovest di Ceuta. La situazione, secondo le autorità, è tornata sotto controllo e non si registrano feriti.

Sono 148 i migranti respinti

Secondo fonti della sicurezza marocchina citate dall’agenzia Efe, sono stati intercettati 148 migranti: 128 provenienti da Paesi dell’Africa subsahariana e 20 cittadini marocchini. Gli agenti hanno utilizzato anche elicotteri per le operazioni di sorveglianza e controllo. Le persone intercettate si erano radunate nella zona montuosa in attesa di un possibile attraversamento del confine.

Sicurezza rafforzata

L’intervento era stato preceduto da un massiccio dispositivo di sicurezza predisposto da Rabat in seguito alla diffusione sui social network di appelli a raggiungere Ceuta proprio nella giornata di Ferragosto. Il timore delle autorità marocchine e spagnole era che il tam tam online potesse trasformarsi in un nuovo ingresso di massa, come quello verificatosi nelle scorse settimane.

Il blocco della marina militare marocchina

A Fnideq la presenza delle forze dell’ordine è rimasta particolarmente elevata. I posti di blocco sono attivi sulle principali strade che collegano la città a Tetouan e Tangeri, mentre la sorveglianza della frontiera è stata rafforzata sia via terra sia via mare. La Marina reale marocchina ha impiegato motovedette e droni per monitorare la fascia costiera.

Tentativo con pochi attraversamenti

Il nuovo tentativo di attraversamento appare comunque di dimensioni molto inferiori rispetto alla mobilitazione annunciata sui social. Anche i gruppi online utilizzati per promuovere l’arrivo a Ceuta avrebbero registrato un forte calo degli iscritti: secondo le autorità spagnole, circa 290 mila utenti avrebbero abbandonato le comunità digitali rispetto al primo appello, che aveva raggiunto circa un milione di persone.

L’arrivo di una ragazza

Una ragazza migrante di 17 anni, tra le poche persone riuscite ad arrivare nell’enclave, ha raccontato all’Efe di essere partita da Tetouan durante la notte e di aver raggiunto Fnideq viaggiando in autobus. Lungo i circa 35 chilometri del percorso, ha riferito, il mezzo ha incontrato tre posti di blocco

Il precedente di fine luglio

Il nuovo allarme arriva dopo l’imponente afflusso di migranti registrato tra il 30 e il 31 luglio, quando decine di migliaia di persone raggiunsero improvvisamente Ceuta attraversando i confini terrestri e marittimi con il Marocco. L’episodio ha riacceso le tensioni tra Rabat e Madrid e ha riportato al centro dell’agenda europea il tema della gestione dei flussi migratori lungo la frontiera meridionale dell’Unione.

La Spagna alza il livello di sicurezza

Dopo gli arrivi, la Spagna ha ulteriormente rafforzato il dispositivo di sicurezza nell’enclave. Al confine sono attualmente presenti 880 agenti della Policía Nacional, 270 in più rispetto alla fine di luglio, e 714 agenti della Guardia Civil, quasi 200 in più. A questi si aggiungono un’unità di 45 agenti antisommossa e 20 specialisti della Brigada Central de Extranjería y Fronteras, incaricati anche di esaminare eventuali richieste di protezione internazionale. Restano inoltre mobilitati circa 2.000 militari dell’esercito spagnolo, mentre sul versante marocchino, secondo i media locali, il dispositivo complessivo arriverebbe a circa 5.000 agenti.

Una crisi europea

Il nodo non riguarda però soltanto la sicurezza della frontiera. A Ceuta rimangono migliaia di migranti entrati irregolarmente nelle settimane precedenti. Le stime delle forze di sicurezza spagnole parlano di circa 5.000 persone ancora presenti nell’enclave, mentre il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, porta la cifra tra gli 8.000 e i 12.000.

Gli rientri volontari in Marocco

Parallelamente prosegue il programma di rientri volontari in Marocco, con una media di circa 200 persone al giorno.L’emergenza migratoria ha inoltre prodotto conseguenze sul piano diplomatico. La gestione dei flussi ha innescato un confronto tra Madrid e Roma dopo la decisione del governo italiano di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna, sospendendo di fatto l’applicazione ordinaria delle regole Schengen nei collegamenti interessati. Una scelta motivata dalle esigenze di sicurezza e dalla necessità di prevenire ulteriori movimenti irregolari, ma destinata ad alimentare il confronto politico con Madrid.

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