lunedì, 3 Agosto, 2020
Ambiente

Bombe di calore. Legambiente: in città fenomeni estremi, troppo caldo e piogge torrenziali. A rischio persone e habitat

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Gli annunci e gli allarmi si moltiplicano, non sarà l’inferno, ma il caldo assedia le città come non si era mai verificato prima, con punte di calore eccezionale che toccano e superano i 40 gradi. Il balzo segna, secondo gli esperti, uno degli aspetti della pericolosa variazione climatica. Così che le città diventano più calde è un dato di fatto evidenziato dai tanti studi scientifici che mostrano in maniera allarmante come gli effetti dei cambiamenti climatici siano già evidenti nelle aree urbane del pianeta. Sono le più soggette ad ondate di calore e fenomeni meteorologici estremi.

“In Italia dal 1960 a oggi”, ricorda Legambiente citando la ricerca dell’European Data Journalism Network che ha confrontato le serie storiche delle temperature dei Comuni italiani, “a  Roma la temperatura è aumentata di +3,65°C , seguita da Milano (+3,34°C) e Bari (+3,05°C)”.

Ed è proprio nelle aree urbane che gli effetti sulla salute della temperatura che aumenta pesano di più. “Qui infatti si creano delle vere e proprie  “isole di calore”. La crescente urbanizzazione e impermeabilizzazione dei suoli”, sottolinea Legambiente, “la presenza di automobili e l’uso dei condizionatori danno vita a questo fenomeno che può creare disagi anche molto gravi  nella popolazione. In particolare su gruppi specifici, anziani e bambini e su persone affette da patologie croniche soprattutto a carico del sistema cardiovascolare e respiratorio”.

Non meno preoccupanti gli impatti dei fenomeni meteorologici estremi. “Nei periodi estivi si intensificano i fenomeni alluvionali, le cosiddette bombe d’acqua”, ricorda l’associazione ambientalista, “in un quadro si sempre maggiore instabilità climatica legato al generale aumento delle temperature”.

L’aumento delle temperature non solo urbane, ma nei mari, sui monti sono confermati da decine
di studi scientifici dimostrano in maniera sempre più allarmante come gli effetti dei cambiamenti climatici siano già evidenti e colpiscano in special modo le aree urbane del pianeta, con ondate di calore e fenomeni meteorologici più frequenti ed estremi. Sono poi considerati drammatici gli effetti delle temperature sulla salute, in combinazione con altri fenomeni tipici delle aree urbane che portano a vere e proprie  “isole di calore”. La crescente urbanizzazione ed impermeabilizzazione dei suoli, l‘inquinamento da traffico veicolare e lusso o dei condizionatori danno vita a questo fenomeno che può creare disagi anche molto gravi. “In particolare”, sottolinea ancora Leogambiente, “sono gravi le consqueguenze su gruppi quali anziani, bambini e persone affette da patologie croniche soprattutto a carico del sistema cardiovascolare e respiratorio”. Non mancano però iniziative per diffondere misure di prevenzione o almeno di conoscenza dei fenomeni.

L’Ordine ed il Collegio degli Ingegneri di Venezia ha presentato la “Carta di Venezia Climate Change”, che definisce  posizione, orientamenti e azioni concrete sul tema del cambiamento climatico. Si tratta di un importante lavoro multidisciplinare, senza precedenti, realizzato da una Commissione di ingegneri esperti.
Gli ingegneri Mariano Carraro e Maurizio Pozzato, presidenti dell’Ordine e del Collegio, commentano con soddisfazione il prezioso lavoro poiché “i cambiamenti climatici sono alla base del fenomeno dell’incremento acque alte a Venezia, paradigma dei rischi che corrono tutte le aree costiere italiane e del pianeta, ma che a Venezia, per l’insieme dei suoi elevati valori ambientali, paesaggistici, culturali, storici, evocano il culmine del rischio di perdita di un patrimonio che appare a tutti come insostituibile”.

“L’impressione è che questo importante tema non sia stato preso ancora di petto dai decisori, dalle amministrazioni e dai cittadini”, evidenzia l’ingegner Sandro Boato Coordinatore della Commissione, “che non ci riguardi direttamente, e vada sì affrontato, ma con una certa calma, come se fossero interessate solo le generazioni future; in realtà il tempo per agire è già scaduto, la temperatura del pianeta sta aumentando e continuerà a salire, solo con azioni drastiche e decise l’aumento potrà essere limitato, ma non certo evitato”.

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