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Il Papa invoca Dio per illuminare chi decide la pace
Papa Leone XIV

Leone XIV: “Siate profeti di pace in un mondo diviso”

Nel viaggio in Spagna il Papa richiama la Chiesa alla gratuità e alla crescita umana integrale: “Non basta la logica del profitto, serve rimettere al centro la persona”
mercoledì, 10 Giugno 2026
2 minuti di lettura

La pace come risposta netta alle divisioni che stanno attraversando il mondo come non mai negli ultimi anni; la crescita umana come vera alternativa a una società che misura tutto attraverso il mero interesse economico. Sono questi i due temi principali che Leone XIV ha posto ieri al centro della sua giornata in Spagna, tra Madrid e Barcellona, per offrire una riflessione che ha toccato non soltanto la vita della Chiesa, ma anche e forse soprattutto il dibattito pubblico e sociale. Il Pontefice ha affrontato il tema della pace durante l’omelia pronunciata nella cattedrale della Santa Croce e Sant’Eulalia di Barcellona. Davanti a sacerdoti, religiosi e fedeli ha richiamato la necessità di costruire unità in una fase storica segnata da conflitti internazionali, tensioni sociali e crescente individualismo.

“In un mondo dilaniato da guerre e divisioni, in una società sempre più frammentata e individualistica, vogliamo essere testimoni e profeti di unità, di accoglienza, di concordia e di pace”, il pensiero del Papa.

No alla contrapposizione, sì al dialogo

Parole che sono arrivate proprio mentre diversi scenari di guerra continuano a preoccupare la comunità internazionale e mentre numerosi Paesi occidentali affrontano profonde divisioni politiche e sociali. Nel suo discorso Prevost ha invitato a contrastare la cultura della contrapposizione attraverso il dialogo, la fraternità e la costruzione di relazioni autentiche. Il Vescovo di Roma ha sviluppato la sua riflessione partendo dall’immagine della Chiesa come un unico corpo composto da membra diverse, ma unite dallo stesso Spirito. Una metafora che è diventata anche una lettura della società contemporanea. Per il Pontefice, infatti, la diversità non deve trasformarsi in motivo di conflitto ma rappresentare una ricchezza capace di rafforzare la comunità.

“La Chiesa è frutto di un atto d’amore che la precede e che viene da Dio”, ha ricordato per poi chiedere ai fedeli dia costruire ambienti caratterizzati da solidarietà, misericordia, attenzione reciproca e capacità di perdono.

Crescita umana

Nel corso dell’omelia Sua Santità ha richiamato anche la tradizione di accoglienza della Chiesa catalana e il ruolo svolto nel tempo da tante persone impegnate a costruire comunione e armonia. Un patrimonio che, secondo il Papa, conserva oggi un valore particolare in una fase storica segnata dalla polarizzazione e dalla difficoltà di trovare punti di incontro. Se a Barcellona il tema centrale è stato quello della pace e dell’unità, a Madrid in mattinata il Pontefice ha concentrato la sua attenzione sulla crescita umana. Nell’ultimo appuntamento della tappa madrilena del viaggio apostolico, l’incontro con i volontari che hanno collaborato all’organizzazione della visita, Leone XIV ha voluto ringraziare quanti hanno messo gratuitamente a disposizione il proprio tempo, le proprie competenze e le proprie energie.

Voi meritate un grazie tutto speciale, perché avete donato la vostra presenza e il vostro servizio e l’avete fatto per amore del Signore, della Chiesa e del Papa”, ha detto rivolgendosi ai volontari.

La forza della gratuità

Proprio partendo dalla loro esperienza, il Santo Padre ha indicato nella gratuità uno dei valori più necessari per il nostro tempo: “I cristiani sono chiamati a portare nel mondo il lievito della gratuità”, ha spiegato con l’immagine evangelica del lievito che trasforma la pasta dall’interno. Secondo Prevost la gratuità non rappresenta soltanto una virtù personale, ma una forza capace di incidere sulla vita collettiva: “La gratuità è un lievito che fa crescere la qualità umana, etica e spirituale di una società”. Da qui il richiamo a una visione più ampia dello sviluppo. Il Pontefice ha osservato come oggi il concetto di crescita venga spesso identificato quasi esclusivamente con la dimensione economica e finanziaria. Una prospettiva che rischia di lasciare in secondo piano aspetti fondamentali della vita delle persone. “Tanto più in un mondo continuamente influenzato dalla logica dell’interesse e del profitto, dove il termine crescita è ridotto alla dimensione economico-finanziaria, c’è bisogno di pensare e di vivere secondo la logica più vera, cioè quella di una crescita umana integrale”, la chiosa.

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