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No Tav, assalto a Chiomonte: quattro mezzi incendiati e circa 60 agenti feriti

No Tav, assalto a Chiomonte: quattro mezzi incendiati e circa 60 agenti feriti
domenica, 26 Luglio 2026
2 minuti di lettura

Scontri e incendi hanno segnato ieri la marcia No Tav in Val di Susa. Dal corteo partito da Venaus, organizzato nell’ambito del festival dell’Alta Felicità, si è staccato un gruppo composto da centinaia di persone incappucciate, che ha raggiunto il cantiere della linea Torino-Lione a Chiomonte. Secondo gli organizzatorialla manifestazione hanno partecipato circa 20mila persone. Una parte degli attivisti, tra i quali anche cittadini stranieri, soprattutto francesi, si è poi diretta verso l’area dei lavori. I manifestanti hanno tagliato le recinzioni con alcuni flessibili e hanno fatto irruzione nel piazzale davanti al tunnel. Contro le forze dell’ordine sono partiti lanci di pietre, bombe carta, razzi e altri oggetti.

Polizia e carabinieri hanno reagito con idranti e lacrimogeni. All’interno del sito sono divampati diversi roghi. Due camionette dei carabinieri hanno preso fuoco, mentre il Coisp ha riferito che le fiamme hanno interessato in totale quattro mezzi di servizio: due dell’Arma e due della Guardia di Finanza.

Per motivi di sicurezza, le autorità hanno chiuso un tratto dell’autostrada A32 Torino-Bardonecchia tra Oulx e Susa Est. La circolazione ferroviaria ha subito sospensioni.

Il Coisp: circa 60 feriti tra gli agenti

Il Segretario generale del Coisp Domenico Pianese ha tracciato un primo bilancio di circa 60 feriti tra gli appartenenti alle forze dell’ordine. Il dato, ha precisato il sindacato di polizia, resta provvisorio. Nel dispositivo di sicurezza hanno operato 530 poliziotti dei reparti mobili arrivati da Torino, Genova, Roma, Bologna, Milano, Firenze, Padova, Bari, Senigallia e Napoli. A questi si sono aggiunti carabinieri, finanzieri e altri operatori presenti sul posto.

Pianese ha chiesto l’identificazione dei responsabili e una risposta dello Stato improntata alla severità: “Chi ha assaltato un cantiere, incendiato mezzi e aggredito gli operatori non può essere definito un manifestante”, il suo monito.

Meloni: “Chi serve l’Italia non sarà lasciato solo”

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso solidarietà alle donne e agli uomini in divisa. In un messaggio pubblicato su X ha distinto il dissenso dagli atti compiuti a Chiomonte: “Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le forze dell’ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato”, ha scritto. Il Premier ha poi assicurato che la violenza non fermerà le istituzioni e che il governo sosterrà chi tutela la sicurezza del Paese. Il Vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito gli scontri “vergognosi e inaccettabili”e ha accusato la Sinistra di mantenere un atteggiamento tollerante verso i gruppi antagonisti. Matteo Salvini ha invocato “mano pesante con questi criminali” attraverso un post accompagnato dalle immagini del cantiere.

Le reazioni politiche

Il Presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi ha escluso che gli assalti ai siti di Chiomonte e San Didero possano rientrare in una legittima forma di protesta. Ha inoltre sollecitato una condanna unanime e l’isolamento delle frange violente. La sSnatriceMariastella Gelmini ha parlato di delinquenza e ha criticato il silenzio delle opposizioni. Enrico Costa, Capogruppo di Forza Italia alla Camera, ha ricordato i precedenti episodi avvenuti nell’area e ha ribadito il valore strategico dell’opera. Il Senatore Roberto Calderoli ha ringraziato gli agenti impiegati nel cantiere e ha collegato i disordini agli episodi registrati nei mesi scorsi a Torino e, nei giorni precedenti, a Bologna.

Una condanna è arrivata anche da Italia Viva. La Senatrice piemontese Silvia Fregolent ha manifestato vicinanza alle forze dell’ordine, ma ha rivolto critiche all’esecutivo. A suo giudizio, i decreti sulla sicurezza non avrebbero impedito l’assalto e il governo dovrebbe rafforzare la capacità di prevenzione e intervento dello Stato.

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