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Hormuz, gli Usa sparano contro una petroliera che tentava forzare il blocco. Pasdaran fermano quattro navi

Resa inservibile la petroliera Lavine. Nel Mar Rosso colpita un’imbarcazione saudita. Crosetto conferma la permanenza delle unità italiane. Nuovi insediamenti illegali dei coloni In Cisgiordania
domenica, 26 Luglio 2026
2 minuti di lettura

Gli Stati Uniti hanno aperto il fuoco contro una petroliera che tentava di forzare il blocco navale imposto ai porti iraniani, mentre Teheran ha annunciato di avere fermato quattro imbarcazioni nello Stretto di Hormuz. La crisi si allarga contemporaneamente al Mar Rosso, dove una nave saudita è stata colpita e si è riacceso lo scontro militare tra l’Arabia Saudita e gli Houthi yemeniti. La petroliera Lavine è stata resa inservibile dalle forze americane dopo avere ignorato ripetuti avvertimenti. Secondo il portavoce del Comando centrale statunitense, capitano Tim Hawkins, l’equipaggio aveva già cercato almeno quattro volte di eludere il blocco.

“Le forze statunitensi presenti sul posto hanno quindi reso la nave inservibile sparando contro la sala macchine”, ha dichiarato Hawkins. “La nave non è più diretta verso l’Iran”. L’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha confermato un “incidente” tra una petroliera e unità militari nel Golfo dell’Oman, invitando le imbarcazioni a tenere conto del rapido deterioramento del quadro operativo. Teheran ha intanto denunciato alle Nazioni Unite un precedente attacco americano contro due navi iraniane di ricerca e soccorso, definendolo una “grave e manifesta violazione del diritto internazionale umanitario” e un “crimine di guerra”.

Pasdaran fermano 4 navi

Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno riferito di avere intercettato nelle ultime 24 ore quattro imbarcazioni che cercavano di attraversare lo Stretto di Hormuz lungo una rotta definita “illegale e pericolosa”. Le navi sono state bloccate dopo colpi di avvertimento sparati dalla Marina dei Pasdaran. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha attribuito agli Stati Uniti “la violazione delle promesse e i crimini” che avrebbero determinato la crisi attuale. Ha tuttavia ribadito la “serietà dell’Iran nel campo della diplomazia” e la volontà di impedire a Washington di usare Hormuz per minacciare la sicurezza nazionale iraniana.

Donald Trump ha affermato che i colloqui con Teheran proseguono, ma che non è “ancora il momento” per un’intesa. Il presidente americano ha inoltre ripetuto che l’Iran “non avrà mai il nucleare”, sostenendo che la Repubblica islamica non disporrebbe più di una marina, di un’aviazione e di sistemi radar efficienti.

Crosetto: “Le navi italiane restano”

La pressione sui traffici commerciali riguarda anche il Mar Rosso. Una nave di proprietà saudita, la Ncc Masa, è stata colpita riportando lievi danni allo scafo. Gli Houthi hanno poi affermato di avere costretto alcuni caccia sauditi a ritirarsi, impedendo loro di entrare nello spazio aereo yemenita. Araghchi ha invitato a evitare un’ulteriore escalation: “Non esiste una soluzione militare per la questione dello Yemen, di Bab el-Mandeb e delle altre questioni regionali”.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha confermato che le navi italiane impegnate nella missione europea Aspides resteranno nel Mar Rosso. “Non è nata come una gita sociale”, ha detto, ricordando che la missione deve proteggere i traffici marittimi da cui dipende una parte rilevante dell’economia italiana. Secondo Crosetto, l’Iran starebbe tentando di affiancare al blocco di Hormuz quello di Bab el-Mandeb “per scatenare il caos più grande possibile”. Per questo, ha concluso, “la nostra flotta e gli assetti alleati non possono andarsene”.

Nuovi avamposti in Cisgiordania

In Cisgiordania l’esercito israeliano ha arrestato nella notte oltre 70 palestinesi ricercati e ne ha interrogati centinaia. L’operazione israeliana è scattata dopo lo scontro avvenuto a Tell, vicino a Nablus, nel quale sono morti quattro palestinesi e due israeliani. Proprio accanto al villaggio è stato poi costruito uno dei quattro nuovi avamposti illegali aperti nella notte dai coloni.

Secondo le Forze di difesa israeliane, tra i fermati figurano affiliati ad Hamas, sospetti trafficanti d’armi e persone che preparavano attentati con esplosivi. Nelle stesse ore coloni israeliani hanno costruito quattro nuovi avamposti illegali vicino ai villaggi palestinesi di Tell, Awarta, Qusra e Jabal Ubayd. A Gaza, infine, un raid israeliano ha ucciso Abdel-Nasser Al-Maqadma, capo della polizia controllata da Hamas nel nord della Striscia.

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