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Crisi del riso, Coldiretti scrive al Masaf: “Convocare subito il Tavolo nazionale della filiera”

Crollano le quotazioni del risone mentre aumentano costi di produzione e importazioni dall’Asia
domenica, 7 Giugno 2026
2 minuti di lettura

È partita da Coldiretti una lettera indirizzata al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste per chiedere la convocazione urgente del Tavolo Nazionale della Filiera Risicola, già istituito presso il dicastero, alla luce della grave situazione che sta interessando il comparto.

Crisi da costi alti e import

A destare forte preoccupazione è il sensibile calo delle quotazioni del risone, che sta determinando pesanti ripercussioni economiche sulle aziende agricole. Una situazione che si aggiunge all’aumento dei costi di produzione, energetici e gestionali legati al complesso scenario internazionale e alla crescente pressione esercitata dalle importazioni provenienti dall’India. «Le imprese risicole stanno affrontando una fase di estrema difficoltà che rischia di compromettere la sostenibilità economica del settore e la continuità produttiva di una coltura strategica per l’agricoltura italiana e per interi territori vocati», si legge nella lettera inviata al Ministero.

Aprire un confronto

Per Coldiretti è indispensabile aprire immediatamente un confronto tra tutti gli attori della filiera e le istituzioni competenti per analizzare l’andamento del mercato e delle quotazioni, valutare misure urgenti a sostegno delle imprese agricole e individuare strumenti concreti in grado di garantire la tenuta del comparto.

Bando indigenti per acquisti

Tra le proposte avanzate dall’organizzazione figura l’attivazione di uno specifico bando indigenti per l’acquisto e la distribuzione di riso italiano. Una misura che consentirebbe di sostenere contemporaneamente le famiglie in difficoltà e le aziende agricole nazionali, valorizzando una delle produzioni simbolo del Made in Italy agroalimentare.

Le risorse di «Coltiva Italia»

Nella lettera viene inoltre richiesta l’istituzione, nell’ambito delle risorse previste dal piano «Coltiva Italia», di un fondo dedicato ai contratti di filiera per il comparto risicolo. L’obiettivo è sostenere investimenti, programmazione produttiva, aggregazione dell’offerta e valorizzazione del riso italiano, garantendo maggiore stabilità economica alle imprese e rafforzando la competitività dell’intera filiera.

Tutele economiche e dei luoghi

«La crisi che sta colpendo il settore richiede risposte rapide e concrete. Il riso rappresenta una produzione strategica per il Paese, per l’economia agricola e per la tutela di territori unici sotto il profilo ambientale, paesaggistico e produttivo. Per questo è necessario attivare al più presto il confronto istituzionale e mettere in campo misure efficaci per sostenere le imprese e garantire un futuro al comparto», sottolinea Coldiretti.

Importati 300 milioni di chili

A rendere ancora più delicato il quadro sono anche i dati sulle importazioni. Nel 2025 sono arrivati in Italia oltre 300 milioni di chili di riso straniero, con un aumento del 10% rispetto all’anno precedente. Di questi, circa l’80% proviene dall’Asia.

Un tavolo nazionale

L’organizzazione confida ora in una rapida convocazione del Tavolo Nazionale della Filiera Risicola per affrontare le criticità evidenziate e individuare le soluzioni necessarie a salvaguardare uno dei settori più importanti dell’agricoltura italiana.

L’Italia detiene il primato europeo

L’Italia detiene infatti il primato europeo nella produzione di riso, con circa 1,4 miliardi di chili di risone all’anno e un valore alla produzione superiore a mezzo miliardo di euro. La coltivazione è concentrata soprattutto nel Nord del Paese: il Pavese, con 83 mila ettari coltivati, e le province di Vercelli e Novara, con circa 100 mila ettari complessivi, rappresentano da sole il 90% della risicoltura nazionale.

I numeri della filiera produttiva

Una filiera che coinvolge circa 3.500 aziende agricole e oltre 10 mila famiglie tra imprenditori e lavoratori. A caratterizzare il riso italiano non è soltanto la quantità prodotta, ma anche l’ampia biodiversità varietale, con oltre 200 tipologie iscritte al Registro nazionale, tra cui Carnaroli, Arborio, Roma e Vialone Nano, autentici simboli dell’eccellenza agroalimentare italiana.

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